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		<title>La storia di Dante: spiaggiamento di una stenella</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 18 gennaio 2012 la Fondazione Cetacea è intervenuta a Lido di Dante (RA) per soccorrere una stenella spiaggiata. Ecco la cronistoria raccontata dal presidente della Fondazione Cetacea e dal veterinario incaricato delle cure. Sauro Pari (presidente Fondazione Cetacea): giovedì 18 Gennaio, alle 12,15, Fondazione Cetacea veniva allertata dalla Capitaneria di Porto di Ravenna della presenza di un delfino spiaggiato a Lido di Dante, bagno Classe. Immediatamente si recava sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 gennaio 2012 la Fondazione Cetacea è intervenuta a Lido di Dante (RA) per soccorrere una stenella spiaggiata. Ecco la cronistoria raccontata dal presidente della Fondazione Cetacea e dal veterinario incaricato delle cure.</p>
<p style="text-align: justify;">Sauro Pari (presidente Fondazione Cetacea):<em> giovedì 18 Gennaio, alle 12,15, Fondazione Cetacea veniva allertata dalla Capitaneria di Porto di Ravenna della presenza di un delfino spiaggiato a Lido di Dante, bagno Classe. Immediatamente si recava sul posto un volontario di Fondazione Cetacea e della Guardia Costiera Ausiliaria di Ravenna, Nicola Faitanini, munito di muta termica per assistere l’animale fino all’arrivo della squadra di Pronto Intervento della Fondazione. Interveniva anche Michela del Pasqua, anch’essa ravennate e volontaria della fondazione, per assistere da terra rilevando le apnee respiratorie del delfino (un modo per tenere sotto controllo lo stato di salute dell’animale). Alle 14,10 la squadra di Pronto Intervento composta da Valeria Angelini (biologa), Fabio Fiori (sub) Mario Angelini (responsabile spiaggiamenti di FC) e Sauro Pari (direttore e coordinatore intervento) era sul posto. Ci si accorgeva immediatamente trattarsi di una stenella (Stenella  coeruleoalba), delfino abbastanza insolito nel mare Adriatico e si provvedeva immediatamente ad avvertire il dott. Sandro Mazzariol dell’Università di Padova per il reperimento di un veterinario esperto in Cetacei. Mazzariol ci metteva in contatto con il dott. Pietro Saviano di Modena che, immediatamente ci contattava.  Sul posto già era presente una pattuglia della Capitaneria di Porto ed una della Guardia Forestale alla quale si sarebbe aggiunto subito anche il dott. Nobili, responsabile dell’Ufficio territoriale per la biodiversità  del Corpo Forestale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La Capitaneria di Porto avvertiva la Asl di Ravenna che interveniva con la dott.ssa Marconi e un collega. La Asl è infatti competente all’autorizzo del recupero di Cetacei spiaggiati. Veniva contattata anche la Cites Regionale, nella persona del dott. Ponzon, il quale, a sua volta, tentava di mettersi in contatto con il Ministero dell’Ambiente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In attesa dell’arrivo del dott. Saviano, i cui tempi sapevamo essere di circa tre ore, data la distanza e la necessità di organizzarsi per una eventuale lunga assenza dall’ambulatorio, abbiamo predisposto tutto quanto necessario al recupero: sono stati chiamati i Vigili del Fuoco che hanno messo a disposizione un impianto di illuminazione di emergenza. Abbiamo preparato l’attrezzatura di pronto intervento: barella per delfini, materassino per appoggiare l’animale in terra, asciugamani per coprirlo. Il Dott. Nobili ci metteva a disposizione un mezzo atto al trasporto della stenella fino a Riccione. Nel frattempo Mario Angelini tornava in sede a Riccione per preparare la vasca di stabulazione e predisporre la logistica per tutti coloro che avrebbero assistito l’animale. Con lui Andrea Dall’Occo e Matteo Bucchia, altri due volontari della Fondazione, che nel frattempo ci avevano raggiunto a Lido di Dante.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il dott. Ponzon ci comunicava che, non avendo ottenuto risposta dal Ministero, si era messo in contatto con la Provincia e  mi forniva il riferimento da contattare, il dott. Venturi dell’assessorato alla Pesca ed Agricoltura, delega detenuta dal Presidente della Provincia stesso. Il dott. Venturi mi assicurava l’interessamento del Presidente e garantiva una copertura economica dell’intervento fino ad un massimo di 3.000 € (effettivamente si sono spesi circa 280 €). Alle 18,15 arrivava il dott. Saviano che provvedeva immediatamente a sedare la stenella, ancora in acqua: è nota infatti l’estrema emotività di questa specie e quindi la sedazione è condizione indispensabile per manipolarla e trasportarla. Quindici minuti dopo la stenella veniva caricata sul camion messo a disposizione dal Dott. Nobili e portata a Riccione. Qui Mario, con l’aiuto di Andrea e Matteo, aveva già predisposto la vasca per il ricovero e la stenella poteva essere ospedalizzata in acqua bassa con una temperatura accettabile.</em></p>
<div id="attachment_299" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/sito1.jpg"><img class="size-medium wp-image-299" title="RAVENNA 19/01/2013. OPERAZIONI DI SALVATAGGIO DI UN DELFINO A LIDO DI DANTE" src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/sito1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto di F. Zani-primo intervento</p></div>
<div id="attachment_301" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/sito21.jpg"><img class="size-medium wp-image-301" title="RAVENNA 19/01/2013. OPERAZIONI DI SALVATAGGIO DI UN DELFINO A LIDO DI DANTE" src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/sito21-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto di F.  Zani</p></div>
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<p style="text-align: justify;">Pietro Saviano (veterinario): <em>in data 18 Gennaio 2012, a seguito della chiamata del dr.Sandro Mazzariol dell’Università di Padova, coordinatore del CERT (Cetacean stranding Emergency Response Team) per conto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, mi sono recato sulla spiaggia di Lido di Dante (Ravenna) per soccorrere un delfino, giungendovi  alle ore 18,00. L’animale in questione, un giovane maschio della specie Stenella, si presentava immobile in acqua con respiro regolare, frequenza cardiaca nella norma e un’unica lesione di circa 3 cm di almeno 6 giorni. Lo stato di nutrizione dell’animale era buono (codice 3) e presentava uno stato del sensorio vigile ma assolutamente riluttante al movimento e con sintomi indicativi di ipotermia. Le condizioni meteorologiche nella notte tra il 18 ed il 19 si presentavano difficili (temperatura minima prevista -4 °C) per mantenere un presidio costante in spiaggia per monitorare il soggetto spiaggiato, con potenziali rischi per gli operatori, e per effettuare gli approfondimenti diagnostici necessari a stabilire la rilasciabilità del soggetto spiaggiato. Inoltre, le basse temperature avrebbero possibilmente inficiato sulle sue condizioni generali. Stabilito ciò, al fine di effettuare le indagini diagnostiche necessarie in condizioni di sicurezza, dopo averne stabilito l’idoneità fisica al trasporto e in accordo con le Autorità Sanitarie (ASL locale) e CITES presenti sul posto, è stato disposto il trasferimento a sito idoneo. La specie oggetto dello spiaggiamento è molto sensibile ad eventi e condizioni stressanti e quindi, in via cautelativa,  si è provveduto a praticare opportuna sedazione del soggetto, per minimizzare i rischi di un possibile shock. Tramite mezzo fornito dal Corpo Forestale dello Stato, e con l’aiuto del Corpo dei Vigili del Fuoco, si è potuto trasportare il delfino presso la Fondazione Cetacea di Riccione. Durante tutto il viaggio il delfino si è mostrato tranquillo con frequenza cardiaca e respiratoria nella norma. All’arrivo presso la Fondazione alle ore 21, l’animale è stato posto in una vasca gonfiabile riempita con acqua dolce per facilitarne l’idratazione. E’ stata quindi somministrata una soluzione reidratante con aggiunta di complessi vitaminici ed elettroliti tramite sonda esofagea. In vasca si è potuto osservare per tutta la notte una  forte sintomatologia a carico dell’apparato gastroenterico in quanto erano frequenti  diarrea e flatulenza. Sono state effettuate nell’arco della notte tre sessioni ecografiche che hanno potuto confermare infatti una grave affezione a carico del comparto gastrointestinale ed escludere patologie a carico di altri distretti. E’ stato effettuato un prelievo di sangue dalla pinna caudale per poter ottenere un esame dei parametri emato-biochimici e poter effettuare indagini su eventuali forme virali o batteriche in atto. Nella mattinata del 19 gennaio, l’animale è stato nuovamente idratato con la suddetta soluzione  ed è stata somministrata copertura antibiotica. Si è quindi spostato il soggetto in una vasca con una profondità di circa 1 mt nella quale potesse ricominciare a nuotare ed è stato aiutato nel galleggiamento con l’utilizzo di una imbragatura idonea. L’animale ha sempre mantenuto durante tutte le fasi del ricovero una costante e regolare frequenza respiratoria e cardiaca. Avendo anche gli esami del sangue evidenziato una problematica compatibile con problemi gastroenterici e, avendo l’ecografia indicato in ogni fase del ricovero una severa alterazione gastrica, si è programmata una endoscopia. Il fatto che l’animale fosse in uno stato di nutrizione  buono, suggeriva infatti un processo patologico acuto che andava accertato al più presto. L’animale, durante le procedure preliminari alla pratica endoscopica, ha presentato un improvviso  stato di shock con conseguente  arresto cardiaco. L’animale non ha risposto alle procedure di urgenza e alla somministrazione dei farmaci per scongiurarne la morte e non è rimasto che constatarne il decesso. Sono stati quindi prelevati campioni di sangue per poter effettuare ulteriori indagini. L’autopsia svolta dall’Università di Padova ha confermato una grave compromissione dell’apparato gastroenterico e si è in attesa dei risultati delle ulteriori indagini in corso. Ringrazio tutte le persone che hanno preso parte a questa procedura, i volontari della Fondazione Cetacea nonché i suoi responsabili, il personale dell’ASL, il Corpo dei Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale dello Stato, la dr.ssa Elena Guglielmi, le Università di Padova e Teramo.</em></p>
<div id="attachment_303" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/per-sito-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-303" title="RAVENNA 19/01/2013. OPERAZIONI DI SALVATAGGIO DI UN DELFINO A LIDO DI DANTE" src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/per-sito-2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto F. Zani</p></div>
<div id="attachment_302" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/per-sito-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-302" title="RAVENNA 19/01/2013. OPERAZIONI DI SALVATAGGIO DI UN DELFINO A LIDO DI DANTE" src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/per-sito-1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">foto.F. Zani-preparazione al recupero</p></div>
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<div id="attachment_311" class="wp-caption alignleft" style="width: 179px"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/per-sito1.jpg"><img class="size-medium wp-image-311" title="per sito1" src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/per-sito1-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">ospedalizzazione</p></div>
<div id="attachment_312" class="wp-caption alignright" style="width: 179px"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/endoscopia-per-sito.jpg"><img class="size-medium wp-image-312" title="endoscopia per sito" src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/endoscopia-per-sito-169x300.jpg" alt="" width="169" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">endoscopia</p></div>
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		<title>1° Incontro di formazione per gli operatori della rete marchigiana di conservazione delle Tartarughe marine</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 14 gennaio si è svolto presso il Comune di Numana (AN), il primo degli incontri di formazione per gli operatori della Rete regionale delle Marche per la Conservazione delle Tartarughe marine per l&#8217;anno 2012. Rappresentanti dei tre Parchi regionali costieri (Parco del San Bartolo, Parco del Conero, Parco della Sentina), delle Capitanerie di Porto di Ancona e Numana, delle ASL locali, dell&#8217;Unversità di Camerino, i volontari delle associazioni ambientaliste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 14 gennaio si è svolto presso il Comune di Numana (AN), il primo degli incontri di formazione per gli operatori della Rete regionale delle Marche per la Conservazione delle Tartarughe marine per l&#8217;anno 2012. Rappresentanti dei tre Parchi regionali costieri (Parco del San Bartolo, Parco del Conero, Parco della Sentina), delle Capitanerie di Porto di Ancona e Numana, delle ASL locali, dell&#8217;Unversità di Camerino, i volontari delle associazioni ambientaliste che operano nel settore della conservazione ambientale, studenti e sub hanno seguito, durante la mattinata, interventi sulla biologia, sulla veterinaria di primo soccorso delle tartarughe marine e sulle modalità di intervento nel loro recupero, tenute dalla dott.ssa Valeria Angelini, dal dott. Giordano Nardini e dal dott. Luca Amico.<br />
Nel pomeriggio si è svolto un incontro di informazione sulle problematiche causate dalle attività di pesca alla conservazione delle tartarughe marine in Adriatico; la conferenza era rivolta soprattutto ai pescatori e diportisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/Tarta-e-pesca2.zip">Tartarughe e attività di pesca</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2012/01/Cenni-di-ecologia-e-biologia-delle-Tartarughe-marine3.zip">Cenni di ecologia e biologia delle Tartarughe marine</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>OCEAN2012:  SENZA SALMONE O CAPITONE, CHE CAPODANNO E’?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 14:43:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulle tavole europee scarseggiano salmoni, merluzzi, anguille, polipi, sogliole… un tempo protagonisti della tradizione gastronomica. Riforma della Politica Comune della Pesca occasione per recupero degli stock Roma, 30 gennaio 2011 &#8211; La notizia è che anguille e salmoni non si faranno vedere come una volta nei nostri cenoni!  E che tutti daranno la colpa alla Crisi e ai prezzi alle stelle! La verità è che sotto la superficie del mare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sulle tavole europee scarseggiano salmoni, merluzzi, anguille, polipi, sogliole… un tempo protagonisti della tradizione gastronomica. Riforma della Politica Comune della Pesca occasione per recupero degli stock</strong></p>
<p>Roma, 30 gennaio 2011 &#8211; La notizia è che anguille e salmoni non si faranno vedere come una volta nei nostri cenoni!  E che tutti daranno la colpa alla Crisi e ai prezzi alle stelle! La verità è che sotto la superficie del mare le cose stanno diversamente… La colpa è infatti della pesca eccessiva e dei sussidi pubblici a pioggia, che nel potenziare le flotte pescherecce europee hanno contemporaneamente causato un triste declino delle specie ittiche.</p>
<p>Risultato: tra le specie che velocemente scompaiono dalle tavole di tutto il Vecchio continente, quella che ha subìto il peggior declino è l’anguilla europea. Dal Mar Nero, al nord dell’Atlantico, al Mediterraneo, quasi impossibile oggi degustare piatti come l’<em>Aalsuppe</em>,<em> </em>zuppa tradizionale di Amburgo, o le <em>anguille in gelatina </em>di Londra, l’anguilla in salsa verde delle Fiandre, o ancora l’<em>anguilla all&#8217;uvetta</em> di Venezia. La comunità scientifica continua a  mettere in guardia l’UE sullo stato di questa specie ormai sull&#8217;orlo del collasso, ma l’ultimo tentativo di divieto di cattura, a fine 2010, non ha incontrato il favore della Francia, e attualmente la pesca continua nel Golfo di Biscaglia per soddisfare soprattutto il remunerativo mercato cinese</p>
<p>La scarsità di quello che una volta era pesce di largo consumo, alla base di molte ricette popolari, ha causato un forte aumento dei prezzi come nel caso del salmone selvaggio. Oggi una prelibatezza per pochi, era un tempo talmente abbondante che in Germania  era detto <em>pesce pane</em>; si racconta che i camerieri tedeschi per non doverlo mangiare tutti i giorni facessero introdurre nel contratto di lavoro una clausola che gli garantiva di non doverlo consumare più di  due volte a settimana. Il salmone in commercio oggi è per lo più allevato e quello selvatico è un lusso riservato a pochi.</p>
<p>In Italia, se non si provvederà ad adottare metodi di cattura sostenibili, rischiano di sparire le <em>acciughe di Noli</em> o <em>ciciarelli</em>, tipiche della Liguria e generalmente consumate fritte e conservate in olio e aceto; in Polonia quasi introvabile il <em>Jesiotr Pieczony, </em>piatto a base di storione, specie classificata come gravemente minacciata e un tempo diffuso in tutta Europa, incluso il Mar Baltico; in Grecia la <em>Taramosalata</em> si preparava con uova di merluzzo e aveva un colore tipicamente rosato, oggi si ricorre a uova di carpa e colorante alimentare rosso. Stessa sorte  tocca a razze, sogliole, platesse e perfino polpi, per i quali nel 2007 la Spagna ha speso  189 milioni di euro per importarli e rifornire il mercato nazionale.</p>
<p>Da anni, i limiti di cattura stabiliti dai Ministri della Pesca europei sono ben superiori a quelli raccomandati dalla comunità scientifica, con il risultato che nel 2011 il 63% degli stock ittici monitorati in Europa è considerato sovrasfruttato, cifra che in Mediterraneo arriva a raggiungere l’82%.</p>
<p>“La Riforma della Politica Comune della Pesca (PCP), attualmente in discussione al Parlamento e al Consiglio europeo, rappresenta un&#8217;opportunità cruciale per garantire il futuro degli ecosistemi marini e la sopravvivenza di molte specie” dichiara Serena Maso, coordinatrice nazionale di OCEAN2012. “La flotta europea continua a esercitare una pressione di pesca da due a tre volte superiore il livello di sostenibilità. Se la Riforma fallirà l’obiettivo di fermare la pesca eccessiva, non solo potremo dimenticarci di salmoni selvaggi, ciciarelli e anguille ma anche di  una incredibile varietà di altri pesci che da generazioni fanno parte della nostra dieta e delle tradizioni gastronomiche”.</p>
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<p>OCEAN2012 è una coalizione di organizzazioni unite dalla volontà di trasformare la Politica europea della Pesca per fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche di pesca distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute.</p>
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		<title>I rilasci in mare del 2011</title>
		<link>http://fondazionecetacea.org/news/i-rilasci-in-mare-del-2011.html</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 17:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-SONO-TORNATE-IN-MARE-23-TARTARUGHE-MARINE1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-261" title="Microsoft Word - 2011 SONO TORNATE IN MARE 23 TARTARUGHE MARINE." src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-SONO-TORNATE-IN-MARE-23-TARTARUGHE-MARINE1-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><a href="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-SONO-TORNATE-IN-MARE-23-TARTARUGHE-MARINE2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-262" title="Microsoft Word - 2011 SONO TORNATE IN MARE 23 TARTARUGHE MARINE." src="http://fondazionecetacea.org/wp-content/uploads/2011/12/2011-SONO-TORNATE-IN-MARE-23-TARTARUGHE-MARINE2-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a></p>
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		<title>Immersione mortale?</title>
		<link>http://fondazionecetacea.org/news/immersione-mortale.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 16:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Deadly diving? Physiological and behavioural management of decompression stress in diving mammals.  SK Hooker, A. Fahlman, MJ Moore, N. Aguilar de Soto, Y Bernaldo de Quiros, AO Brubakk, DP Costa, AM Costidis, S. Dennison, KJ Falke, A Fernandez, M Ferrigno, JR Fitz-Clarke, MM Garner, DS Houser, PD Jepson, DR Ketten, PH Kvadsheim, PT Madsen, NW Pollock, DS Rotstein, TK Rowles, SE Simmons, W Van Bonn, PK Weathersby, MJ Weise, TM [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div><strong>Deadly diving? Physiological and behavioural management of decompression stress in diving mammals. </strong></div>
<div>
<div>SK Hooker, A. Fahlman, MJ Moore, N. Aguilar de Soto, Y Bernaldo de Quiros, AO Brubakk, DP Costa, AM Costidis, S. Dennison, KJ Falke, A Fernandez, M Ferrigno, JR Fitz-Clarke, MM Garner, DS Houser, PD Jepson, DR Ketten, PH Kvadsheim, PT Madsen, NW Pollock, DS Rotstein, TK Rowles, SE Simmons, W Van Bonn, PK Weathersby, MJ Weise, TM Williams, PL Tyack.</div>
</div>
<div>Proceedings of the Royal Society, London – Biological Sciences</div>
<div>doi: 10.1098/rspb.2011.2088</div>
</div>
</div>
<div>
<div>
<div>Abstract:</div>
<div>Decompression sickness (DCS, &#8216;the bends&#8217;) is a disease associated with gas uptake at pressure. The basic pathology and cause are relatively well known to human divers. Breath-hold diving marine mammals were thought to be relatively immune to DCS owing to multiple anatomical, physiological and behavioural adaptations that reduce nitrogen gas (N2) loading during dives.  However, recent observations have shown that gas bubbles may form and tissue injury may occur in marine mammals under certain circumstances. Gas kinetic models based on measured time-depth profiles further suggest the potential occurrence of high blood and tissue N2 tensions. We review evidence for gas-bubble incidence in marine mammal tissues and discuss the theory behind gas loading and bubble formation. We suggest that diving mammals vary their physiological responses according to multiple stressors, and that the perspective on marine mammal diving physiology should change from simply &#8216;minimising N2 loading&#8217; to &#8216;management of the N2 load&#8217;. This suggests several avenues for further study, ranging from the effects of gas bubbles at molecular, cellular and organ function levels, to comparative studies relating the presence/absence of gas bubbles to diving behaviour. Technological advances in imaging and remote instrumentation are likely to advance this field in coming years.</div>
<div>Keywords: diving physiology, marine mammals, gas bubbles, embolism, decompression sickness.</div>
</div>
</div>
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		<title>Gli ospiti dell&#8217;Ospedale delle Tartarughe</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Attualmente l&#8217;ospedale delle tartarughe marine ha in degenza sette tartarughe marine: Quasimodo il veterano , da più di due anni ospite delle vasche di Riccione; Sara, Kelly, Alex, Maria e Rino, tutte arrivate negli ultimi due mesi, pescate nelle reti a strascico. Altre tre pazienti, Theta, Piemonte e Eleonora sono ancora sotto osservazione presso la clinica Modena Sud del nostro veterinario di riferimento: il dott. Giordano Nardini che è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attualmente l&#8217;ospedale delle tartarughe marine ha in degenza sette tartarughe marine: Quasimodo il veterano , da più di due anni ospite delle vasche di Riccione; Sara, Kelly, Alex, Maria e Rino, tutte arrivate negli ultimi due mesi, pescate nelle reti a strascico. Altre tre pazienti, Theta, Piemonte e Eleonora sono ancora sotto osservazione presso la clinica Modena Sud del nostro veterinario di riferimento: il dott. Giordano Nardini che è anche membro dell&#8217;associazione Benessere Animale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Risposte comportamentali dei mammiferi marini ai suoni prodotti da attività antropiche</title>
		<link>http://fondazionecetacea.org/news/articolo4.html</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>openspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[A New Context-Based Approach to Assess Marine Mammal Behavioral Responses to Anthropogenic Sounds W.T. ELLISON, B.L. SOUTHALL, C.W. CLARK, AND A.S. FRANKEL Conservation Biology, Volume **, No. *, 1–8 2011, Society for Conservation Biology published online: DOI: 10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x The link to the full article is http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x/full The link to the abstract is http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x/abstract and the abstract text is given below: Abstract: Acute effects of anthropogenic sounds on marine mammals, such [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><big><big><strong>A New Context-Based Approach to Assess Marine Mammal<br />
Behavioral Responses to Anthropogenic Sounds</strong></big></big></p>
<p><big><strong>W.T. ELLISON, B.L. SOUTHALL, C.W. CLARK, AND A.S. FRANKEL</strong></big><br />
Conservation Biology, Volume **, No. *, 1–8<br />
2011, Society for Conservation Biology<br />
published online: DOI: 10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x</p>
<p>The link to the full article is <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x/full">http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x/full</a><br />
The link to the abstract is <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x/abstract">http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1523-1739.2011.01803.x/abstract</a><br />
and the abstract text is given below:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Abstract</span>: Acute effects of anthropogenic sounds on marine mammals, such as from military sonars, energy<br />
development, and offshore construction, have received considerable international attention from scientists,<br />
regulators, and industry. Moreover, there has been increasing recognition and concern about the potential<br />
chronic effects of human activities (e.g., shipping). It has been demonstrated that increases in human activity<br />
and background noise can alter habitats of marine animals and potentially mask communications for species<br />
that rely on sound to mate, feed, avoid predators, and navigate. Without exception, regulatory agencies<br />
required to assess and manage the effects of noise on marine mammals have addressed only the acute effects<br />
of noise on hearing and behavior. Furthermore, they have relied on a single exposure metric to assess acute<br />
effects: the absolute sound level received by the animal. There is compelling evidence that factors other than<br />
received sound level, including the activity state of animals exposed to different sounds, the nature and<br />
novelty of a sound, and spatial relations between sound source and receiving animals (i.e., the exposure<br />
context) strongly affect the probability of a behavioral response. A more comprehensive assessment method<br />
is needed that accounts for the fact that multiple contextual factors can affect how animals respond to both<br />
acute and chronic noise. We propose a three-part approach. The first includes measurement and evaluation<br />
of context-based behavioral responses of marine mammals exposed to various sounds. The second includes<br />
new assessment metrics that emphasize relative sound levels (i.e., ratio of signal to background noise and<br />
level above hearing threshold). The third considers the effects of chronic and acute noise exposure. All three<br />
aspects of sound exposure (context, relative sound level, and chronic noise) mediate behavioral response, and<br />
we suggest they be integrated into ecosystem-level management and the spatial planning of human offshore<br />
activities.</p>
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		<title>Fedeltà delle femmine di Leone marino alle zone di alimentazione</title>
		<link>http://fondazionecetacea.org/news/articolo3.html</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>openspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[A.D. Lowther, R.G. Harcourt, D.J. Hamer, S.D. Goldsworthy. (2011). Creatures of habit: foraging habitat fidelity of adult female Australian sea lions. Marine Ecology Progress Series 443: 249-263 ABSTRACT: We examined the movement characteristics and seasonality of feeding behaviour for an endemic Australian otariid, the Australian sea lion Neophoca cinerea. By combining tracking data and stable isotope analysis of serially subsampled vibrissae from 20 adult females at 7 colonies, we were [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>A.D. Lowther, R.G. Harcourt, D.J. Hamer, S.D. Goldsworthy. (2011). <em>Creatures of habit: foraging habitat fidelity of adult female Australian sea lions</em>. Marine Ecology Progress Series <strong>443</strong>: 249-263</div>
<div></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">ABSTRACT: We examined the movement characteristics and seasonality of feeding behaviour for an</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">endemic Australian otariid, the Australian sea lion <span style="font-family: ObliqueStraightPlain;"><em>Neophoca cinerea</em></span>. By combining tracking data</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">and stable isotope analysis of serially subsampled vibrissae from 20 adult females at 7 colonies, we</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">were able to characterise individual foraging specialisation across 80% of the species range. Adult</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">females expressed long-term temporal consistency in both foraging site (offshore vs. inshore) and</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">prey selection. When seasonality in foraging behaviour was detected (n = 7), there was no</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">consistency in variation of isotope ratios between individuals or colonies. Offshore-foraging sea lions</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">fed at higher trophic levels than inshore foragers. Potentially, inshore foragers could be subdivided</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">into those which targeted heterogeneously distributed seagrass meadows or calcarenite reef systems</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">for different payoffs. This data highlights the importance of understanding individual specialisation</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">and the dangers of generalising behaviour at the colony level. Individual specialisation in foraging</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">behaviour may be a mechanism that reduces intra-specific competition, but its effectiveness will be a</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">function of the temporal stability of individual differences. The present study is the first to identify</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">multi-season consistency of individual foraging behaviour for any otariid. Given the long-term</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">stability of adult female foraging behaviour, categorising individuals using a proxy measure such as</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">whisker isotopic signature appears robust, economical, and appropriate. Such data is critical to modelling</span></div>
<div><span style="color: #231f20; font-family: Candida-Roman,serif; font-size: x-small;">population response to anthropogenically driven fine-scale habitat modification.</span></div>
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		<title>Aggiornamenti Shark Alliance</title>
		<link>http://fondazionecetacea.org/news/articolo2.html</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>openspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Key EU shark and ray protections maintained for 2012  The Shark Alliance is pleased to report that, at their 15-16 December meeting, the EU Council of Fisheries Ministers accepted the European Commission’s science-based proposals to maintain Total Allowable Catch (TAC) limits for porbeagle and spurdog sharks at zero. This decision comes despite pressure from the fishing industry to once again allow landings from these Critically Endangered populations.  The Shark Alliance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Key EU shark and ray protections maintained for 2012  The Shark Alliance is pleased to report that, at their 15-16 December meeting, the EU Council of Fisheries Ministers accepted the European Commission’s science-based proposals to maintain Total Allowable Catch (TAC) limits for porbeagle and spurdog sharks at zero. This decision comes despite pressure from the fishing industry to once again allow landings from these Critically Endangered populations.  The Shark Alliance also welcomes the ministers’ agreement to continue existing prohibitions on take of several other Threatened species, such as the common skate and undulate ray.  The Council lowered catch limits for other species of skates and rays in some areas, but reductions were less precautionary than those proposed by the Commission.  The Shark Alliance has long promoted EU shark and ray fishing limits based on scientific advice and the precautionary approach, and full protection for endangered European shark and ray species. Shark Alliance member groups actively underscored these requests before their respective ministers in October 2011 during the annual European Shark Week. While generally pleased with the outcomes from the December Council meeting, the Shark Alliance regrets that their calls to extend protections for Threatened common skate, undulate ray guitarfish, and white skate to the Mediterranean have yet to be heeded.   And you can build in these links:Link to SA background on TACs: <a href="http://www.sharkalliance.org/v.asp?rootid=7053&amp;level1=7053&amp;level1id=7053&amp;level2=7088&amp;level2id=7088&amp;level3=7090&amp;level3id=7090&amp;nextlevel=7090&amp;depth=3Council">http://www.sharkalliance.org/v.asp?rootid=7053&amp;level1=7053&amp;level1id=7053&amp;level2=7088&amp;level2id=7088&amp;level3=7090&amp;level3id=7090&amp;nextlevel=7090&amp;depth=3Council</a> Press Release <a href="http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/agricult/127031.pdf">http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/agricult/127031.pdf</a></p>
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		<title>Fondazione Cetacea</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>openspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Header]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondazione Cetacea onlus , è un organizzazione senza scopo di lucro, nata nel 1988 a Riccione (RN) con l’impegno di tutelare l’ecosistema marino, soprattutto adriatico, attraverso attività di di- vulgazione, educazione e conservazione. Si avvale del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. E’ attiva nel soccorso di animali in difficoltà, soprattutto tartarughe marine e Cetacei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondazione Cetacea onlus , è un organizzazione senza scopo di lucro, nata nel 1988 a Riccione (RN) con l’impegno di tutelare l’ecosistema marino, soprattutto adriatico, attraverso attività di di- vulgazione, educazione e conservazione. Si avvale del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. E’ attiva nel soccorso di animali in difficoltà, soprattutto tartarughe marine e Cetacei.</p>
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