Emergenza spiaggiamenti di Gennaio 2017.

Nelle ultime settimane lo Staff e i volontari di Fondazione Cetacea dislocati in Emilia Romagna e Marche sono dovuti intervenire in maniera emergenziale nel recupero di tartarughe lungo tutto il tratto di competenza della Onlus (dal Delta del Po a San Benedetto del Tronto): infatti nel giro di 3 giorni si sono spiaggiate, complice il clima rigido e le mareggiate insistenti, 16 tartarughe per un totale di 33 in cura al momento presso il Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe marine di Riccione. Tra le ultime 5 arrivate dopo uno stallo di qualche giorno al punto di primo soccorso della Onlus a Numana c’è una tartaruga verde, specie molto rara in alto Adriatico, anche se negli ultimi anni compare con la frequenza di una all’anno fra le ospiti del centro. 5 tartarughe infine, recuperate grazie alla collaborazione della Riserva della Sentina all’interno della Rete Regionale per la Conservazione delle Tartarughe marine della Regione Marche coordinata da Fondazione, sono affidate all’Università di Camerino e sono state visitate grazie al contributo di due veterinari inviati dal Centro Studi Cetacei di Pescara. Fra gli spiaggiati in questi giorni difficili numerosi esemplari di grandi dimensioni, adulti e in età riproduttiva, quindi a maggior ragione preziosissimi per la conservazione della specie. Fondazione si trova in questo momento ad accogliere e ospedalizzare più esemplari di quanti il Centro possa contenerne, e si sta attrezzando per attivare 5 nuove vasche per il ricovero degli animali. Chiaramente questo ha un costo ingente per le tasche di una Onlus che vive solo grazie ai finanziamenti privati e alle donazioni di quanti con generosità supportano i suoi progetti (come ad esempio le devoluzioni arrivate negli ultimi giorni per contribuire a acquistare le bombole del gas per riscaldare la quarantena), o alla partecipazione a progetti europei come TartaLife (finanziato dalla Commissione Europea attraverso il fondo LIFE+NATURA 2012).