QUASIMODO: un altro passo verso la libertà!

Sabato 19 Luglio Quasimodo comincia il viaggio che potrebbe preludere al suo ritorno in mare.

Verrà trasportato, infatti a Numana, nella Caletta delle tartarughe e qui tenuto in semilibertà fino a metà Settembre. In questo periodo verrà tenuto sotto costante osservazione, verranno monitorati i suoi comportamenti, verrà pesato periodicamente per assicurarsi che possa alimentarsi autonomamente.

Se tutto andrà per il giusto verso, Quasimodo, a metà settembre potrà riprendere il mare.

 

Ma chi è Quasimodo? Il 13 Giugno 2009, a Numana, venne ritrovata una tartaruga completamente ricoperta di alghe, molluschi, incrostazioni. Ci avvedemmo subito che aveva dei gravi problemi perché aveva un avvallamento nella parte sinistra del carapace. Un’ endoscopia eseguita dal dott. Giordano Nardini evidenziava la totale atrofizzazione del polmone sinistro ed una parassitosi invasiva alle narici e alle vie respiratorie.

Ripulito e rimesso in vasca Quasimodo non riusciva a mantenere un assetto orizzontale in acqua ma riusciva a galleggiare solo con la parte destra del corpo. Questo lo obbligava a sforzi notevoli nel nuoto e a penosi e difficili tentativi di immersione. Si tentò di applicargli un tutor costituito da una fascia attorno al corpo cui era applicata una bottiglia vuota di plastica. Il sistema funzionava ma durava poco perché Quasimodo non lo tollerava e se ne sbarazzava facilmente. Finalmente, nell’estate 2013 venne l’idea di applicargli del neoprene direttamente sulla  superfice del carapace. A marzo 2014 Quasimodo fu sottoposto a ad una TAC che confermò lo stato del polmone e permise anche di valutare la differenza di volume fra il polmone destro e quello sinistro al fine di valutare la dimensione della protesi.  L’intuizione fu corretta e suffragata da un risultato immediato: Quasimodo riprese a galleggiare in modo corretto, ad immergersi in vasca, a mangiare sul fondo della vasca, persino a dormire in immersione. La protesi, realizzata da Alberto Petronio, esperto sub, Valerio Sulliotti, naturalista volontario di Fondazione Cetacea, Daniela Cleo ed altri volontari, è ora stabile: comincia la fase successiva di sperimentazione nella Caletta di Numana. Le migliaia di persone che hanno seguito la vicenda di Quasimodo con affetto, quelli che hanno contribuito alle sue cure adottandolo, potranno venire a trovarlo e sostenerlo in questa fase difficile che, speriamo, vedrà l’epilogo con il suo rilascio.