Materiale didattico

La Fondazione Cetacea nella sua attività di CEAS (centro di educazione ambientale e alla sostenibilità) ha partecipato a numerosi progetti educativi, coordinandoli o in collaborazione con altre associazioni ed enti. In queste attività di sensibilizzazione, educazione e divulgazione sono stati prodotti materiali come dispense, depliant e pannelli espositivi, utili come strumenti di supporto didattico.

Il mare che non ti aspetti (2010)

Il progetto “Il mare che non ti aspetti: progetto di comunicazione integrata tra ambiente,turismo e cultura sulla ricchezza e la fragilità dell’ecosistema marino” era nato dall’esperienza maturata negli ultimi anni nel contatto con il pubblico generico (cittadinanza e turisti), grazie ai progetti di educazione e divulgazione svolti nell’ambito dei bandi INFEA. Era stata evidenziata la necessità di incrementare le attività di comunicazione, sensibilizzazione e conoscenza dell’ambiente marino adriatico ma soprattutto di diffondere una mentalità di utilizzo del mare e della costa più sostenibile. Molto spesso, le persone che abitano da sempre nel territorio riccionese e provinciale o che vengono  in vacanza in tali zone, si meravigliano della ricchezza di fauna e flora che scoprono esserci a pochi passi da loro, quando questa gli viene mostrata e decritta. La costa ed il mare  dell’Emilia-Romagna continuano ancora ad essere quasi esclusivamente percepiti come  luoghi dove potersi  rilassare,  divertire, usufruire di buoni servizi turistici e innovativi confort ma con un ambiente poco naturale perché fortemente antropizzato che non mostra quella spettacolarità che si può trovare in altri lidi. L’ecosistema marino adriatico è al contrario ricco di specie, a volte anche incredibili; è un ambiente che deve essere scoperto con pazienza, osservato nei dettagli per rivelare tutta la sua bellezza. Al contempo però, per il suo legame stretto con l’uomo e per la sua natura, risulta essere un tesoro estremamente delicato e fragile, dove la responsabilità di gestione è, non solo di chi ci abita vicino, ma anche di chi lo frequenta solo per una vacanza. Così diventa fondamentale capire questo mare, conoscerlo e meravigliarsi della sua varietà;  rafforzare quel sentimento di protezione che può e deve essere suscitato, coltivato ed incrementato in tutte le persone che, per diversi motivi, vivono e  usufruiscono di questo mare. Inoltre l’atteggiamento di superficiale “uso e consumo” che è più facile avere in un territorio a vocazione turistica stagionale, porta ad un rilassamento nei comportamenti corretti di buone pratiche in quanto ci si trova non in un luogo percepito come di tutti ma come tappa momentanea senza responsabilità. Realizzare attività creative che coinvolgono il pubblico generico sulle tematiche marine può invogliare a soffermarsi di più sull’aspetto di conservazione delle risorse marine, che si credono sempre, erroneamente, illimitate e puntare l’attenzione sul fatto che le buone pratiche sono applicabili dovunque, che ogni luogo vissuto da cittadino o da ospite è il proprio luogo da rendere sostenibile. La finalità che si voleva raggiungere con il progetto, era quella di consolidare e potenziare il Centro ADRIA della Fondazione Cetacea, struttura che in maniera sempre più efficace e continuativa  divulga i principi di tutela e salvaguardia ambientale attraverso iniziative coinvolgenti ed interattive per un pubblico  sempre più eterogeneo.

depliant CETACEA 2010 (1)

depliant CETACEA 2010UK

Innovazione della tradizione (2009)

Il progetto “Innovazione della tradizione: progetto di conoscenza e sensibilizzazione della pesca sostenibile” , in continuità con il percorso educativo(Navigare nella tradizione), intrapreso nel bando 2008, si era prefissato l’obiettivo di ampliare e  approfondire attraverso variegate attività di conoscenza e valorizzazione,  il settore della pesca in Adriatico che incide enormemente sulla conservazione delle risorse ittiche, sulle corrette abitudini alimentari, sulla struttura economica e sociale locale. Il messaggio alla base delle attività che si sono realizzate era quello di far comprendere come l’impoverimento e il disequilibrio progressivo dell’ecosistema marino può essere rallentato se non fermato anche con una corretta gestione delle attività di pesca e con scelte individuali consapevoli come il consumo di certe specie ittiche. Partendo dalle tradizioni marinare locali, legate ad una relazione più diretta e naturale tra uomo e mare, si era cercato di comunicare come lo sviluppo tecnologico abbia  portato sia ad un progresso importante per la crescita economica e per la nostra disponibilità alimentare sia ad un sfruttamento eccessivo delle risorse che non può essere più perseguito. Approfondire la conoscenza delle dinamiche naturali, il corretto uso dei mezzi a disposizione e una maggior coscienza della responsabilità individuale e collettiva verso un mezzo di sostentamento umano antico quale è la pesca, può permettere il riappropriarsi di modi di vivere il mare e le sue risorse più in sintonia con lo sviluppo sostenibile, unica strada per una nostra futura sopravvivenza. Nel progetto erano stati strutturati dei percorsi educativi e di sensibilizzazione sulla pesca sostenibile con i bambini e i ragazzi che avevano frequentano il centro estivo del Comune di Riccione; i percorsi erano composti di 5 incontri-laboratorio e 6 uscite in mare sulla barca storica Sviolina (Club Nautico). Per le famiglie di residenti e di turisti dei bagni che intraprendono iniziative di buone pratiche quotidiane, sono stati realizzati  8 incontri-laboratorio, visite guidate alla mostra sulla pesca e organizzate due manifestazioni: una rappresentazione teatrale serale, “Nel ventre della Balena” e un pomeriggio di “Favole dal mare”  sulle tematiche della pesca. Un’altra serata con la barca storica Sviolina è stata realizzata dal Club Nautico di Riccione. E’ stata allestita anche una mostra tematica a sezioni sull’ecosistema marino, “Vita in Adriatico” e sulla pesca, “Uomo in Mare”.

Navigare nella tradizione (2008)

La Fondazione Cetacea onlus è stata uno dei partner del progetto; la sua attività è consistita nella   progettazione e nella realizzazione di parte delle proposte didattiche e del materiale educativo. L’obiettivo del progetto era quello di approfondire la conoscenza delle tradizioni marinare legate al territorio romagnolo, in particolare quello riccionese, utilizzando e valorizzando l’imbarcazione storica del Comune di Riccione, la “Saviolina”, e illustrare la ricchezza dell’ecosistema marino dell’Alto Adriatico. Il percorso educativo era incentrato sulla riscoperta, da parte delle nuove generazioni, delle tradizioni storiche legate al mare che purtroppo stanno scomparendo dalla memoria collettiva e l’intento era quello di mostrare, sotto una luce diversa, l’ambiente marino, che deve essere considerato non solo un importante risorsa economica per queste zone ma soprattutto una grande ricchezza ambientale, culturale e storica. Le attività svolte sono state: l’organizzazione e la realizzazione di  moduli didattici per classi di scuola primaria e secondaria di primo grado. Le attività teoriche e pratiche (uscite sulla barca a vela Saviolina) sono state tenute da esperti della Fondazione Cetacea e del gruppo “Saviolina” del Club Nautico di Riccione con il coinvolgimento di quasi 400 alunni. Inoltre,  sono state stampate  500 copie di un opuscolo didattico contenente gli argomenti del progetto “Navigare nella tradizione” come supporto alle attività didattiche. Il progetto godeva dei finanziamenti della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Riccione nell’ambito del progetto INFEA.

Navigare nella tradizione