Autore: Fondazione Cetacea
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Aperture invernali
Viste le numerose richieste, comunichiamo che ogni martedì e venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 17.30 l’ospedale delle tartarughe sarà aperto al pubblico! Inoltre potrete vedere cosa e come mangiano le tartarughe…vi aspettiamo!!! -
Numero Emergenze!
E’ attivo il nuovo numero per le emergenze!
334.5688320
il numero è attivo 24h su 24 e 7 giorni su 7
in caso di avvistamenti/spiaggiamenti di cetacei/tartarughe marine vivi o morti, non esitate a contattarci. -
QUASIMODO: un altro passo verso la libertà!
Sabato 19 Luglio Quasimodo comincia il viaggio che potrebbe preludere al suo ritorno in mare.
Verrà trasportato, infatti a Numana, nella Caletta delle tartarughe e qui tenuto in semilibertà fino a metà Settembre. In questo periodo verrà tenuto sotto costante osservazione, verranno monitorati i suoi comportamenti, verrà pesato periodicamente per assicurarsi che possa alimentarsi autonomamente.
Se tutto andrà per il giusto verso, Quasimodo, a metà settembre potrà riprendere il mare.
Ma chi è Quasimodo? Il 13 Giugno 2009, a Numana, venne ritrovata una tartaruga completamente ricoperta di alghe, molluschi, incrostazioni. Ci avvedemmo subito che aveva dei gravi problemi perché aveva un avvallamento nella parte sinistra del carapace. Un’ endoscopia eseguita dal dott. Giordano Nardini evidenziava la totale atrofizzazione del polmone sinistro ed una parassitosi invasiva alle narici e alle vie respiratorie.
Ripulito e rimesso in vasca Quasimodo non riusciva a mantenere un assetto orizzontale in acqua ma riusciva a galleggiare solo con la parte destra del corpo. Questo lo obbligava a sforzi notevoli nel nuoto e a penosi e difficili tentativi di immersione. Si tentò di applicargli un tutor costituito da una fascia attorno al corpo cui era applicata una bottiglia vuota di plastica. Il sistema funzionava ma durava poco perché Quasimodo non lo tollerava e se ne sbarazzava facilmente. Finalmente, nell’estate 2013 venne l’idea di applicargli del neoprene direttamente sulla superfice del carapace. A marzo 2014 Quasimodo fu sottoposto a ad una TAC che confermò lo stato del polmone e permise anche di valutare la differenza di volume fra il polmone destro e quello sinistro al fine di valutare la dimensione della protesi. L’intuizione fu corretta e suffragata da un risultato immediato: Quasimodo riprese a galleggiare in modo corretto, ad immergersi in vasca, a mangiare sul fondo della vasca, persino a dormire in immersione. La protesi, realizzata da Alberto Petronio, esperto sub, Valerio Sulliotti, naturalista volontario di Fondazione Cetacea, Daniela Cleo ed altri volontari, è ora stabile: comincia la fase successiva di sperimentazione nella Caletta di Numana. Le migliaia di persone che hanno seguito la vicenda di Quasimodo con affetto, quelli che hanno contribuito alle sue cure adottandolo, potranno venire a trovarlo e sostenerlo in questa fase difficile che, speriamo, vedrà l’epilogo con il suo rilascio.
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GIORNATA DELLA TARTARUGA
Riccione, Fondazione Cetacea Onlus
30 Maggio 2014
La Rete Regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine dell’Emilia-Romagna è stata istituita nel 2012, e si compone di diversi soggetti del territorio Emiliano-Romagnolo, tra cui la Regione, enti locali, Università, Capitaneria di Porto, Corpo Forestale dello Stato, e diverse associazioni senza scopo di lucro che operano nell’ambito della salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. La Rete svolge le proprie attività per la realizzazione di importanti obiettivi, come il coordinamento delle strutture di soccorso presenti sul territorio, il monitoraggio sullo stato di conservazione delle tartarughe marine, la divulgazione dell’attività di ricerca e la sensibilizzazione della popolazione nei confronti delle tematiche inerenti la protezione dell’ambiente marino-costiero.
In occasione della celebrazione della giornata Europea del Mare, che è stata istituita nel 2008 e da allora si tiene annualmente nel mese di Maggio, Regione Emilia-Romagna e gli Enti partecipanti alla rete promuovono una giornata informativa sulla tutela delle tartarughe marine e degli ecosistemi del Mare Adriatico, durante la quale saranno illustrate le attività della rete regionale.
L’evento sarà ospitato dalla Fondazione Cetacea Onlus di Riccone e durante la conferenza è prevista la liberazione di alcuni esemplari di tartaruga marina, attualmente ospiti dell’Ospedale gestito dalla Fondazione. I partecipanti potranno inoltre visitare le strutture dell’Ospedale delle tartarughe accompagnati da esperti e biologi marini.
http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/maritimeday/en/events-europe/turtles-day
http://ambiente.regione.emilia-romagna.it
Programma dei lavori
Ora
Argomento
Relatore
09:00 – 09:30
Registrazione dei partecipanti
09:30 – 11:30
Saluto delle Autorità Locali
Apertura dei lavori
La Rete Regionale per la Conservazione e la Tutela delle Tartarughe Marine dell’Emilia-Romagna
Presentazione del progetto TARTALIFE del programma comunitario LIFE+
La tutela delle tartarughe marine nel Mare Adriatico e in Emilia-Romagna
Lo stato dell’ambiente marino nel Mare Adriatico e in Emilia-Romagna
Paola Gazzolo
Assessore Regione Emilia-Romagna
Dott. Giuseppe Bortone
Direttore Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa della Regione Emilia-Romagna
Alessandro Lucchetti
CNR – Ancona
Sauro Pari
Presidente Fondazione Cetacea Onlus
Carla Rita Ferrari
ARPA – Struttura Oceanografica Daphne
11:30 – 13:00
Liberazione in mare di alcuni esemplari di tartarughe marine
13:00–14:00
PRANZO
14:00 – 16:00
Riunione della Rete Regionale per la Conservazione e la tutela delle Tartarughe Marine della Regione Emilia-Romagna
Riservata ai membri della Rete Regionale
Chi vorrà potrà partecipare ad una visita guidata all’interno dell’Ospedale delle Tartarughe Marine della Fondazione Cetacea Onlus.
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Cosa mangiano le tartarughe marine?
Oggi rispondiamo ad una delle domande più frequenti: Cosa mangiano le tartarughe?
Le Caretta caretta variano la loro alimentazione nel corso della vita. Quando sono piccole si nutrono di zooplancton in particolare di meduse, durante la loro crescita cominciano a prediligere cibi piu sostanziosi, come piccoli pesci, crostacei e calamari.
Ma per farvi capire meglio ve lo mostriamo…
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Riapre l’Ospedale delle Tartarughe
RIAPRE L’OSPEDALE DELLE TARTARUGHE!!!!!!
19/20/21 Aprile mattina 10,00-12,30 pomeriggio 15,00-18,30
22/23/24 Aprile pomeriggio 15,00-18,30
25/26/27 Aprile mattina 10,00-12,30 pomeriggio 15,00-18,30
1° maggio mattina 10,00-12,30 pomeriggio 15,00-18,30
Inoltre il 1° Maggio ci sarà il primo rilascio!
Vieni anche tu a salutare Vanity!
Per informazioni e prenotazioni contattare motonave Queen Elisabeth tel.
339.6848787.
Vi aspettiamo numerosi… -
Agevolazioni fiscali per donatori
Le norme che regolano le agevolazioni fiscali per le ONLUS sono due:- l’art. 14 della legge 80/2005, in base al quale ogni donazione, a determinate condizioni, è DEDUCIBILE DAL REDDITO COMPLESSIVO ( sia per le persone fisiche che per i soggetti Ires).
- il D.L. 4.12.97 n. 460, art. 13 il quale dice che, in alternativa alla precedente modalità, ogni donazione a favore delle ONLUS è DETRAIBILE dall’imposta (per le persone fisiche) o DEDUCIBILE DAL REDDITO D’IMPRESA.
- Per le persone fisiche: E’ possibile detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato a favore delle ONLUS, fino ad un massimo di 2.065,83 euro (art. 15-bis del D.P.R. 917/86).
- OPPURE, è possibile dedurre dal proprio reddito le donazioni a favore delle ONLUS, per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui (art. 14 comma 1 Decreto Legge 35/05 convertito in Legge n. 80 del 14/05/2005). (*) Per le impreseE’ possibile dedurre le donazioni a favore delle ONLUS per un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d’impresa dichiarato (art. 100 comma 2 del D.P.R. 917/86).
OPPURE, è possibile dedurre dal proprio reddito le donazioni a favore delle ONLUS, per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui (art. 14 comma 1 del Decreto Legge 35/05 convertito in Legge n. 80 del 14/05/2005). (*)
(*) per tutte le donazioni effettuate dal 17/03/2005
N.B. Le agevolazioni fiscali non sono cumulabili tra di loro.
La deduzione dal reddito
Le persone fisiche e gli enti soggetti all’Ires possono dedurre dal proprio reddito, in sede di dichiarazione dei redditi,le donazioni liberali in denaro erogate a favore delle Onlus, nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (D.L. 14 marzo 2005, n. 35 , convertito con modificazioni con Legge 14 maggio 2005, n.80.
Ricorda di conservare la ricevuta postale o bancaria della tua donazione. Per le donazioni tramite bonifico, carta di credito, prepagate, assegno bancario o circolare l’estratto conto ha valore di ricevuta(Art. 23 D.L. 9 luglio 1997, n. 241) La detrazione d’imposta
In alternativa alla deducibilità dal reddito, le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in denaro alle Onlus possono fruire della detrazione dall’Irpef, nella misura del 19%, per un importo massimo di 2.065,83 Euro (lett. i bis, co. 1, art. 15 del Dpr n. 917/1986).
Le imprese possono dedurre le donazioni a favore delle ONLUS per un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d’impresa dichiarato (art. 100 comma 2 del D.P.R. 917/86).
Deduzione o detrazione?
Chi effettua una liberalità in denaro ad una Onlus, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi dovrà valutare se è più conveniente fruire della detrazione d’imposta del 19% oppure della deduzione del 10% del reddito complessivo.
In quest’ultimo caso, l’erogazione deducibile determinerà, mediante la riduzione del reddito imponibile, un beneficio pari all’aliquota massima raggiunta dal contribuente.
Nella maggior parte dei casi risulta conveniente la nuova agevolazione, in quanto l’aliquota marginale Irpef (rilevante nel caso della deduzione) è sempre superiore della percentuale di detrazione (rilevante nel caso della detrazione). È possibile, però, qualora il reddito complessivo sia molto basso individuare ipotesi in cui risulti più conveniente la vecchia normativa.
Vecchie e nuove regole a confronto
Per le donazioni effettuate a partire dal 17 marzo 2005, data di entrata in vigore della L. n. 80/2005 conosciuta con il nome “+Dai – Versi”, è possibile beneficiare di questa nuova agevolazione fiscale.
Va precisato che la nuova agevolazione del “+ dai – versi” non sostituisce le precedenti agevolazioni già esistenti per le liberalità a favore delle Onlus, ma si affianca ad esse, senza però che vi sia la possibilità di cumulare i due benefici.
Dunque, alla medesima fattispecie di donazione, sono applicabili differenti norme di agevolazione.
Quella prevista dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (derivante dall’art. 13 del dl. n. 460/97 ) consiste in una detrazione di imposta del 19% dell’importo versato, sino ad un massimo di 2.065,83 euro (i vecchi 4 milioni di lire) per le persone fisiche; mentre le imprese (imprenditori individuali, snc, spa, srl ecc.) possono dedurre dal reddito d’impresa un importo non superiore a 2.065,83 o il 2 % del reddito dichiarato.
La norma invece relativa al DL n. 35 del 2005 prevede invece, come detto, sempre una deduzione sull’imponibile.
DAL 2013 PIU’ DETRAZIONI PER DONAZIONI A ONLUS
La nuova legge è in Gazzetta Ufficiale: nel 2013 si potrà detrarre il 24% di ciò che si dona al non profit e dal 2014 il 26%.
Si chiama legge 6 luglio 2012, n. 96 ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 luglio. È dunque ufficiale: a partire dal 2013 le donazioni alle onlus saranno detraibili in una quota più alta di oggi.
Le nuove percentuali
Lo prevede, per l’esattezza, l’articolo 15 della legge “Norme in materia di riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi. Delega al Governo per l’adozione di un testo unico delle leggi concernenti il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici e per l’armonizzazione del regime relativo alle detrazioni fiscali”. Dall’attuale 19% si passa al 24% per l’anno 2013 e al 26% a decorrere dall’anno 2014.L’aumento della quota detraibile vale «per le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore a 2.065 euro annui, a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)».
Le condizioni
La detrazione è consentita a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e secondo ulteriori modalità idonee a consentire all’Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400».Tavola riassuntiva
ORGANIZZAZIONI
BENEFICIARIE
AGEVOLAZIONI FISCALI
Riferimenti normativi:
ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale )
in alternativa, una delle seguenti
Persone Fisiche
a) deducibilità, per le donazioni in denaro o in natura, nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, fino all’importo massimo di 70.000 € co. 1, art. 14 del D.L. n. 35/2005 e successive modificazioni (L. n. 80/2005)
b) detrazione dall’Irpef del 24% dell’erogazione per l’anno 2013 e del 26% a decorrere dell’anno 2014, calcolata sul limite massimo di 2.065,83 euro
lett. i bis, co. 1, art. 15 del D.P.R. n. 917/1986
Imprese
a) deducibilità, per le donazioni in denaro o in natura, nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato, fino all’importo massimo di 70.000 eur co. 1, art. 14 del D.L. n. 35/2005 e successive modificazioni (L. n. 80/2005)
b) deduzione dall’Irpef del 2% del reddito d’impresa fino al limite massimo di 2.065,83 euro
lett. i bis, co. 1, art. 15 del D.P.R. n. 917/1986
Modalità di erogazione: niente contante: Poiché un eventuale versamento in contanti della liberalità non renderebbe l’operazione sufficientemente certa e trasparente, l’erogazione deve essere effettuata, ai fini della deducibilità-detraibilità, tramite banca, ufficio postale o altri sistemi di pagamento, quali carte di debito, di credito e prepagate, assegni di conto corrente o circolari.
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Anche l’Emilia Romagna ha una rete istituzionale per la conservazione delle Tartarughe marine
Martedì 31 Luglio 2012 alle ore 14,30, nella Sala Giunta della Regione Emilia Romagna, sotto la guida dell’Assessore Regionale all’Ambiente e Riqualificazione Urbana, Sabrina FREDA è stato firmato il Protocollo d’Intesa che istituisce la Rete Regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine. L’atto è stato sottoscritto da: per conto della Guardia Costiera Direzione Marittima ER, Comandante Leonardo D’Elia, per il Corpo Forestale dello Stato il Dirigente del Servizio di Emergenza Ambientale, Pierangelo Baratta, per ARPA Struttura Oceanografica Daphne, la dottoressa Carla Rita Ferrari, per il Centro Ricerche Marine di Cesenatico, il Dott. Attilio Rinaldi, per l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna il Dott. Stefano Cinotti, per il Dipartimento di scienze mediche e veterinarie dell’Università di Bologna, il Prof. Paolo Clavenzan, er l’Assessorato Provinciale di Ravenna il Dott. Antonio Venturi, per l’Associazione Archè onlus di Ferrara, Carola Vallini, erano assenti le provincie di Rimini e Forlì Cesena per improrogabili impegni di giunta e di Ferrara per un intoppo burocratico. Un importantissimo risultato per Fondazione Cetacea che, dopo anni di lavoro, vede riconosciuto il suo ruolo di Centro di recupero, terapia e riabilitazione delle Tartarughe Marine anche nella Regione Emilia Romagna. A breve si riunirà il tavolo di lavoro. Sarà nostra cura promuovere sinergie anche con la Rete Regionale Marche per la quale svolgiamo lo stesso ruolo da due anni.

firma del protocollo regionale sulle tartarughe marine -
La morte del grampo Mary G.
La vicenda di Mary è un pugno nello stomaco per tutti noi della Fondazione Cetacea. Quando Mary è stata recuperata, nel porto di Ancona il 16 Giugno 2005, assieme alla madre morente tutti noi, TUTTI, non ci siamo preoccupati d’altro che del suo benessere. Da Luca a Mario, da Leandro a Luana, Valeria, Sauro, Marco, Manuela, Margherita, Andrea, Federica, Giacomo, Alessandro Barbara … e tutti gli altri. Recuperarle nelle acque fetide, correre contro il tempo per organizzare il trasporto, le vasche di emergenza. Poi La Protezione Civile, gli agenti della Polstrada, i Vigili, il Sindaco, la Guardia Forestale, i Vigili del Fuoco, tutti con passione per il bene degli animali. Poi la madre è morta e Manuel, Alessandro, Giacomo le hanno tentate tutte e noi tutti con loro, a seguire le loro indicazioni, i beveroni, le flebo, il frullato di pesce. Poi la situazione è migliorata, abbiamo lasciato il vecchio delfinario e l’abbiamo accompagnata ad Oltremare perchè era il posto migliore dove poteva stare. Nei primi mesi del 2006 un peggioramento della sua salute ha coinciso con il terribile assassinio di Tamara Monti e ancora una volta tutti eravamo lì a pingere per un amica e a lottare per la vita di Mary.
Intanto Mary cresceva, ogni tanto passavamo a bordo vasca , o all’acrilico, e vedevamo i suoi progressi.
Poi qualcosa è cambiato: Oltremare ci ha chiesto di liberare gli uffici che ci avevano prestato, ci siamo trasferiti alla Bertazzoni, non la vedevamo più tutti i giorni, anche gli ingressi gratuiti ai volontari erano più radi, le visite guidate gratuite si erano interrotte dopo il secondo anno. Abbiamo attivato alcuni progetti su Mary, uno, quello che ci premeva di più, riguardava il suo comportamento sociale coi tursiopi. Lo studio, purtroppo, non aveva fornito dati incoraggianti: i tursiopi non avevano affatto inclusa Mary nel gruppo, anzi, gli unici con cui interagiva erano Pelè e Achille, cucciolo come lei. Pelè aveva nei suoi confronti un atteggiamento dominante. Questa situazione ci allarmò e facemmo partecipi Oltremare delle nostre preoccupazioni. Facemmo partecipe anche il Ministero dell’Ambiente e questi fece un sopralluogo in Oltremare. Questo segnò il definitivo allontanamento della Fondazione. Da allora non ci fu più permesso visitare Mary né farla visitare dai nostri volontari che ne avevano effettuato il recupero. Gli allarmi però aumentavano, noi continuavamo a chiedere di poter dar vita ad un tavolo di lavoro internazionale ( come quello tenutosi nel 2006 che aveva dichiarato l’impossibilità di rilasciare Mary data la tenera età e l’inesperienza) che valutasse la nuova situazione che si stava creando. Nel migliore dei casi siamo stati derisi.
Anche la settimana scorsa, quando, esasperati, abbiamo comprato il biglietto per poter vedere il grampo che avevamo salvato noi, ne abbiamo denunciato lo stato e siamo stati derisi: Oltremare ha pubblicato una foto di Mary di cinque anni fa, quando ancora giocava col fresbee e aveva pochi denti. “Ecco a voi Mary oggi, 26 maggio 2012, nel Parco. Vogliamo rassicurare tutti gli amici e sostenitori di Oltremare e di Mary a seguito di una serie di informazioni non corrette, che stanno circolando da qualche ora e che provengono da fonti esterne al Parco e agli organi di tutela dell’animale.
Venite a trovare Mary e tutti i suoi amici, vi aspettiamo!” Così sul sito di OM : ci sembra davvero macabra ironia!
mary 2012 
Mary nel 2005 -
SHARK LIFE: un progetto per la conservazione degli squali
L’importanza di squali e razze del Mediterraneo è stata evidenziata dal rapporto IUCN: Lista Rossa 2007 – Valutazione dello stato di conservazione dei pesci cartilaginei (Condritti) nel Mediterraneo. Questo studio afferma che sebbene il Mediterraneo è un mare semi-chiuso, ospita una fauna diversificata di Condritti con circa 80 specie, fra cui 45 specie di squali. L’Italia, grazie alla sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, ospita 43 specie di squali. Il rapporto IUCN presenta prove del fatto che la regione ha la percentuale più alta di squali e razze minacciate al mondo. Il 42% delle 71 specie valutate sono elencate nella Lista Rossa delle specie minacciate (nelle categorie criticamente minacciate, in pericolo o vulnerabili) a causa del loro stato di conservazione. La principale minaccia alla loro sopravvivenza è la pesca, sia a livello professionale che a livello sportivo, in diversi paesi che si affacciano sul mare, e in particolare nei mari italiani.
Obiettivi del progetto
L’obiettivo principale di questo progetto è quello di contribuire all’attuazione delle politiche comunitarie e dei regolamenti sulla biodiversità. In linea con il piano d’azione europeo per i pesci cartilaginei approvato nel 2009, questo progetto si propone di contribuire alla conservazione dei pesci cartilaginei, e in particolare gli squali elefante e trigoni viola, – nei mari italiani, riducendo la mortalità causata dalle attività di pesca professionale e sportiva. Il ciclo di vita di squali e razze, a differenza della maggior parte delle altre specie di pesci, è molto lenta. Crescono lentamente, raggiungono la maturità sessuale in età avanzata, hanno livelli di fecondità bassi, periodi di gestazione lunghi e di solito producono un basso numero di figli. Queste caratteristiche li rendono particolarmente vulnerabili alla pesca intensiva, che non consente alla specie di ricostituire la popolazione in tempi brevi. La pesca sportiva, un’attività diffusa lungo le coste italiane, ha un forte impatto su alcune specie come la verdesca e lo squalo volpe, le razze, sia nel numero di animali catturati e sia perché spesso catture di giovani.
Azioni previste:
Al fine di raggiungere l’obiettivo desiderato,sono previste le seguenti azioni:
– la produzione del piano d’azione nazionale per i pesci cartilaginei;
– promozione di dispositivi a basso impatto per la pesca trigoni viola (ami circolari), lo sviluppo di un sistema per ridurre la cattura accidentale di squali elefante, l’implementazione di una politica di tag & release per le gare di pesca sportiva e attività di formazione specifica per i pescatori, veterinari e il personale della guardia costiera deputato ai controlli sulla pesca;
– attività dedicate a sensibilizzare l’opinione pubblica, formazione e diffusione dei risultati del progetto.
– formazione e sensibilizzazione dei pescatori
– realizzazione di una mostra dedicata agli squali
– sviluppo di un sito web dedicato alla diffusione dei risultati.
Un aiuto dai pescatori
I pescatori professionali e sportivi che vogliono contribuire al progetto, possono rispondere al questionario qui sotto e inviarlo all’indirizzo di posta elettronica: educazione@fondazionecetacea.org

2° parte questionario pescatori 
1°parte questionario per pescatori