Categoria: News

  • Calendario 2023.

    Calendario 2023.

    Il Calendario – Un anno con Fondazione Cetacea torna per il quinto anno consecutivo grazie sempre alla preziosa sponsorizzazione dei nostri amici di  “PhotoSì“, il sito n.1 in Italia per la stampa di foto digitali.

    Il 2023 sarà accompagnato dalle immagini più iconiche e rappresentative del nostro ultimo anno di attività e dalle descrizioni dei progetti e delle attività svolte… un vero e proprio “bilancio sociale” con uno sguardo proiettato al futuro!

    Ed è proprio il nostro futuro che andrete a supportare con la donazione per il calendario: infatti il ricavato contribuirà al nostro progetto Un nuovo Ospedale per la Tartarughe Marine.

    Per ricevere il calendario contattaci inviando una mail a informazione@fondazionecetacea.org, la devoluzione di 15 euro (spese di spedizione incluse).

    Formato 20 x 30, 12 mesi con spirale.

     

    Le devoluzioni possono essere versate sul conto corrente bancario:

    IBAN IT22 D030 6909 6061 0000 0011 898

    o tramite paypal (Fondazione Cetacea onlus).

  • Conferenza del progetto RESISTANCE

    Conferenza del progetto RESISTANCE

    I partner del progetto Interreg Resistance a Rimini per il convegno organizzato da Fondazione Cetacea “Inquinamento costiero e marino correlato a pesca, attività interne e marittime”.

    Il progetto di capitalizzazione europeo RESISTANCE (Raising awarenESs of MarItime Spatial planning imporTANCE) del programma Interreg Italia-Croazia (programma di cooperazione transfrontaliera co-finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale FESR) è un esempio di collaborazione con l’obiettivo di escogitare soluzioni comuni volte alla prosperità e alla crescita blu nell’area adriatica. In particolare, RESISTANCE si concentra sulle problematiche e le sfide legate alla pianificazione spaziale marittima. La capitalizzazione del progetto sarà generata dalla condivisione all’interno di un cluster formato da partner che hanno partecipato a differenti progetti della scorsa programmazione, delle conoscenze e dei dati raccolti dai 7 progetti conclusi: ECOMAP, ECOSS, Net4mPLASTIC, SOUNDSCAPE, DORY, SASPAS ed ML-REPAIR.

    Fondazione Cetacea (partner del progetto insieme a Regione Emilia Romagna, Università di Venezia, Università di Ferrara e i croati Municipality of Podstrana, Zdravi Grad, National Park Kornati, SEA AND KARST) ha organizzato lo scorso 11 novembre presso la Palazzina del Turismo di Rimini il Convegno di medio periodo del progetto, dove i progetti capitalizzati all’interno del Cluster sono stati raccontati dagli esperti invitati dai partner provenienti da entrambe le sponde dell’Adriatico. Il convegno dal titolo “Inquinamento costiero e marino correlato a pesca, attività interne e marittime” ha ottenuto il patrocinio del Comune di Rimini: madrina dell’iniziativa l’assessora all’ambiente Anna Montini. Un’importante giornata di lavoro e di networking dove sono state condivise esperienze volte alla tutela del nostro mare dalle minacce antropiche e sviluppate idee da proporre nella prossima programmazione europea per continuare il lavoro condiviso con i nostri vicini croati volto alla conservazione del nostro bene più prezioso: il mare Adriatico.

     

    Tra i progetti presentati, diversi hanno trattato il tema dell’inquinamento marino sotto diversi punti di vista: il problema dei rifiuti marini e le campagne Fishing For Litter con il coinvolgimento dei pescatori (De Fish Gear, ML Repair, MARLESS); lo studio e la mappatura dei rifiuti marini e delle microplastiche attraverso strumenti informatici ad uso dei cittadini per coinvolgerli nella raccolta dati (Net4mPlastics); la sperimentazione di sistemi di miticoltura ecosostenibili da parte della Coop MARE di Cattolica; la gestione “green” dei piccoli porti turistici (ECOMAP) e infine lo studio dell’impatto dell’inquinamento acustico prodotto dalle attività di pesca nello studio congiunto del CNR ISMAR di Venezia insieme a Fondazione Cetacea (SOUNDSCAPE e SATURN H2020). Il Parco delle Kornati ha presentato le azioni di piantumazione delle posidonia oceanica messe in campo dal progetto SASPAS.

  • Un nuovo Ospedale per le Tartarughe Marine

    Un nuovo Ospedale per le Tartarughe Marine

    E’  online la nostra campagna di raccolta fondi su Produzioni dal Basso per un nuovo ospedale delle tartarughe marine nell’ex delfinario di Rimini.

    https://sostieni.link/32193

    L’ex delfinario di Rimini è chiuso dal 2017.

    Nel 2013 gli ultimi delfini ospitati nelle vasche furono sequestrati su provvedimento del gip per maltrattamento di animali. Nel 2019 il Tribunale di Rimini ha ritenuto il direttore e la veterinaria del delfinario di Rimini colpevoli di maltrattamenti animali e li ha condannati rispettivamente a 6 e 4 mesi di reclusione: è stato il primo caso in Italia.

    Il nostro obiettivo è trasformare quello scheletro vuoto da luogo di sfruttamento degli animali a luogo di cura, ricerca e sensibilizzazione.

    Un posto dove ampliare la nostra capacità di cura: aumenteranno gli spazi a dispozione per le “pazienti” e ci equipaggeremo di strumenti per la diagnostica e le cure sempre più all’avanguardia.

    Immaginiamo oltre all’ambulatorio veterinario all’avanguardia, un’area di stabulazione delle tartarughe ricoverate, anche una base nautica in collaborazione con il Club Nautico Rimini, e un museo multimediale con accesso al pubblico e con un’importante vocazione all’educazione ambientale di grandi e piccini.

    Con una donazione ci aiutate a prenderci cura delle tartarughe marine e a preservare il nostro mare, risorsa unica della collettività. Che dite, ci date una pinna… pardon, una mano?

  • Cohiba è libera

    Cohiba è libera

    Ieri pomeriggio, lunedì 8 agosto 2022, valutate le condizioni fisiche, la capacità natatoria, i comportamenti in mare di Cohiba, i responsabili di Fondazione Cetacea, in accordo con i responsabili del Centro recupero Tartarughe Marine di Torre Guaceto (BR) che ce l’avevano affidata per la riabilitazione, hanno deciso di rilasciare in mare COHIBA.

    Cohiba è una tartaruga marina della specie Caretta caretta di circa 20 anni di età, recuperata quattro anni fa in mare a Torre Guaceto, in provincia di Brindisi, che ha perso la vista in seguito ad una seria infezione oculare.

    Dopo l’esperienza fatta nella caletta di Baia Flaminia lo scorso anno con la tartaruga Carolina, anch’essa divenuta cieca a causa di un’infezione e riabilitata al mare in un mese di presenza in Baia, i responsabili del Centro di Torre Guaceto avevano contattato Fondazione Cetacea per proporci di ripetere l’esperienza con Cohiba. Abbiamo accettato di buon grado e il 6 giugno Cohiba veniva trasportata al CRTM Di Riccione, qui si valutava la sua situazione attraverso indagini veterinarie a tutto campo. Venivano confermate tutte le indagini effettuate a Torre Guaceto. Dopo un breve periodo di riabilitazione motoria decidevamo di trasferirla a Pesaro il 12 luglio. Qui si notava un totale cambiamento della sua attività in acqua. Cominciava a nuotare in acqua alta, a effettuare lunghe apnee alternate a brevi periodi di emersione per respirare.

    Monitorata tutti i giorni attraverso un controllo visivo dalla torretta, Cohiba dimostrava continui progressi nell’autonomia in mare. Abbiamo arricchito l’area con “linee” a cui erano appesi pesci, crostacei . molluschi cefalopodi. Contemporaneamente venivano posizionati alcuni scogli con molte cozze.

    Appuravamo l’attività di ricerca del cibo in alcuni momenti della giornata e la scomparsa di alcuni pesci e di cozze.

    Lunedì il mare è stato inclemente già a partire dalla notte, condizione allarmante per continuare a tenere Cohiba nella caletta, Abbiamo quindi deciso di lasciarla andare. La giornata di lunedì, con meno persone in mare, la mareggiata che inibiva qualsiasi tipo di traffico marittimo, erano condizioni ideali per garantire la sua sicurezza. L’abbiamo lasciata andare in mare abbassando le reti di recinzione.

    Buona vita in libertà Cohiba

     

     

  • INTO THE BLUE-SEA LIFE FEST 2022

    INTO THE BLUE-SEA LIFE FEST 2022

    Fondazione Cetacea per il secondo anno consecutivo vi invita al festival che unisce conservazione e ricerca sull’ambiente marino: educazione ambientale, laboratori, citizen science, presentazioni di ricerche e progetti, proiezioni e tanto altro ancora…

     

    2 GIUGNO

    INAUGURAZIONE

    Per salvaguardare le popolazioni di tartaruga marina che abitano i nostri mari è necessario agire in maniera coordinata e scambiare esperienze e conoscenze, sia nell’ambito del recupero e la cura sia in quello della protezione delle aree di nidificazione. Le giornate del 2 e del 3 saranno dedicate a questo argomento.

    •  Ore 11 Spiaggia libera piazzale Boscovich.

    Liberazione di una tartaruga marina curata presso il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Fondazione Cetacea.

    • Ore 21 Club Nautico Rimini.

    Proiezione documentario Sea turtle watcher sull’esperienza di monitoraggio dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta in Salento, in presenza dei protagonisti del CRTM di Calimera

     

    3 GIUGNO

    CONSERVAZIONE DELLE TARTARUGHE MARINE: ESPERIENZE A CONFRONTO.

    Il mare Adriatico ospita una popolazione di circa 70.000 tartarughe marine, una delle densità più alte in Mediterraneo. Zona di foraggiamento ma recentemente meta anche di nidificazione, cerchiamo di capirne di più con l’aiuto di chi lavora sul campo. 

    • Ore 10.00, Club Nautico Rimini.

    CONFERENZA

    Protocolli di gestione delle nidificazioni di tartaruga marina. Risultati pregressi e preparazione della nuova stagione. Piero Carlino, Enrico Panzera del CRTM di Calimera.

    Un nido fuori posto: a quasi due anni di distanza, Fondazione Cetacea racconta l’esperienza della nidificazione di tartaruga marina da record a Pesaro. Nicola Ridolfi e Sauro Pari di Fondazione Cetacea.

    La Toscana, hotspot per l’espansione dell’areale di deposizione della Caretta caretta nel Tirreno settentrionale? TartAmare racconta l’esperienza di monitoraggio scientifico e di tutela delle nidificazioni negli ultimi anni. Luana Papetti, TartAmare.

    Life MedTurtles: come procedono le attività di conservazione delle tartarughe marine in alto Adriatico? Kamyla Lombardi Moraes, Fondazione Cetacea.

    • Ore 17.00, Club Nautico Rimini.

    Presentazione del fumetto per ragazzi Milo & Cora e la città di Corallo con l’autrice Alessia Barilari.

    Sinossi: Milo ha sempre amato il mare e la sua passione, nel tempo, è diventata il centro del suo lavoro di biologo. Purtroppo, con il passare degli anni, il mare ha cominciato ad ospitare non solo meno pesci ma tonnellate di plastica. Il ragazzo ha un cuore troppo grande per rimanere a guardare. Un incontro del tutto inaspettato cambierà per sempre la sua vita e quella di numerose creature. Dai 10 anni in su.

    Il 30% del ricavato sarà devoluto ai progetti di conservazione di Fondazione Cetacea.

    • Ore 18, Club Nautico Rimini.

    Presentazione del progetto HADRIA37 dello chef Mariano Guardianelli di Abocar- due cucine.

    Hadria37 è un progetto per sostenere Fondazione Cetacea e al tempo stesso promuovere il territorio, i prodotti ittici nostrani, segnalando la provenienza del pescato e le peculiarità che ne contraddistinguono l’eccellenza. Hadria37 è anche un progetto artistico che vuole comunicare la fragilità della biodiversità dell’Adriatico attraverso l’arte giapponese dei Gyotaku.

    Interverranno Mariano Guardianelli e Alice Pari di Fondazione Cetacea, che racconterà i progetti in corso per promuovere tecniche di pesca meno impattanti.

    A fine presentazione dimostrazione di gyotaku.

     

    4 GIUGNO

    TUTTI INSIEME PER IL MARE PULITO! 6° EDIZIONE.

    Rifiuti e inquinanti stanno danneggiando la salute degli oceani in maniera irreversibile, ma insieme si può fare tanto! Partecipa alle attività di pulizia, scopri i progetti europei ma anche le azioni locali per contrastare questo grave problema. 

    • Dalle ore 9, porto di Rimini:

    Interreg Italia Croazia MARLESS Fishing for litter: rientro peschereccio e censimento dei rifiuti sulla banchina del porto.

    Censimento dei relitti affondati nel porto canale (la rimozione avrà luogo L’8 GIUGNO – Giornata Mondiale degli Oceani in collaborazione con Sub Gian Neri, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza di Rimini)

    • Ore 10 ex Delfinario

    Raccolta dei rifiuti in spiaggia con scuole e volontari insieme per ripulire la spiaggia libera e le scogliere del porto. In collaborazione con Rimini Smoke Box.

    Tutti i rifiuti pescati e raccolti verranno catalogati secondo il protocollo della Marine Strategy della commissione europea.

    • Ore 15, 16, 17  Club Nautico Rimini:

    Quanto conosci l’ambiente che ti circonda? Analisi microbiologica dell’acqua di Rimini.

    Rivolto a ragazzi dai 10 ai 14 anni. Prenotazione al 0541691557. Laboratorio in collaborazione con Laboratorio Mobile Marino KARIS Acqua d’aMare

    • Ore 17.30, Club Nautico Rimini.

    CONFERENZA:

    MARLESS: pesca di rifiuti e pulizia delle spiagge, tra sensibilizzazione e citizen science. Laura Aiudi, Martina Monticelli, Fondazione Cetacea.

    Progetto MARLESS: processamento delle plastiche raccolte in mare. Andrea Contin, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, sede di Ravenna.

    Sviluppo di nuovi sistemi di molluschicoltura plastic-free. Antonina De Marco, FishMed-PhD Researcher Department of Biological, Geological, and Environmental Sciences – BiGeA Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

    Presentazione progetto della startup Sea The Change in collaborazione con Fondazione Cetacea.

     

    5 GIUGNO

    CAMBIAMENTI CLIMATICI E “ALIENI” NEI NOSTRI MARI.

    I cambiamenti climatici stanno modificando in maniera irreversibile i nostri mari: il surriscaldamento della temperatura facilita l’adattamento e il proliferare di specie aliene marine termofile, organismi provenienti da lontano talvolta molto dannosi per i nostri ecosistemi. 

    • Ore 14, porto di Rimini:

    Recupero di una rete fantasma, ovvero una rete abbandonata in mare, per poi conferirla in porto. A cura dei sub di DIVE PLANET PADI.

    • Ore 17.00, Club Nautico Rimini

    CONFERENZA

    Invasione aliena dal mare. Minaccia o opportunità? Carlo Cerrano, Università Politecnica delle Marche

    Risposta del microbiota di Anemonia viridis a stress antropici in ambiente costiero, i modelli di Riccione e Cap de Creus Marco Candela, Università di Bologna.

    Il progetto Blueat: l’idea di una startup per promuovere il consumo degli “alieni” in cucina. Carlotta Santolini, Mariscadoras  srl benefit.

    Granchio blu e controllo di qualità: primi risultati in ambito microbiologico. Marianna Marangi, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale. Università di Foggia.

    11 GIUGNO

    GIORNATA MONDIALE DEGLI OCEANI

    • Ore 9, porto canale di Rimini.

    Recupero dei relitti affondati.

    Per il secondo anno consecutivo Fondazione Cetacea, Sub Gian Neri e Marinando con il supporto di Guardia Costiera e Guardia di Finanza – Nucleo Sommozzatori recupereranno alcune imbarcazioni affondate nel porto canale.

    Si ringrazia per la gentile collaborazione Comune di Rimini, gruppo HERA e il Cantiere Adria Yacht.

  • Tursiope vittima di rete da pesca.

    Tursiope vittima di rete da pesca.

    La scorsa domenica 8 aprile lo staff e i volontari pesaresi di Fondazione Cetacea ONLUS sono intervenuti sulla carcassa di un delfino, spiaggiata alla Baia Flaminia di Pesaro: a soffocarlo un pezzo di rete.

    L’area in cui si era spiaggiato l’esemplare di Tursiops truncatus segnalato nella mattinata dalla Guardia Costiera di Pesaro, è stata nel giro di poco tempo delimitata per la sicurezza dei cittadini (le carcasse possono essere fonte di zoonosi, cioè di malattie che tramite spillover possono “saltare” da animale e uomo) e per conservare l’esemplare in attesa del recupero da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

    I responsabili dell’associazione riccionese Fondazione Cetacea, noti per gestire l’ospedale delle tartarughe marine di riferimento per Emilia Romagna e Marche e da tre anni la caletta per la riabilitazione proprio alla Baia Flaminia di Pesaro, sono unico Centro di Recupero Animali Selvatici Marini riconosciuto nelle suddette regioni (e uno dei due unici presenti in Italia)  e detengono il registro degli spiaggiamenti dei cetacei per le suddette Regioni, registro che annualmente viene inviato al Ministero dell’Ambiente dal 1990. A prima vista l’esemplare, maschio lungo 2 metri e 95 cm, presentava un pezzo di rete che fuoriusciva dalla bocca. I sospetti sulle cause della sua morte sono stati confermati dai risultati ottenuti dalla necroscopia svolta il giorno seguente dalla dott.ssa Ilaria Pascucci dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche: un frammento di rete proveniente con grande probabilità da un tramaglio, o rete da posta fissa, attorcigliato alla glottide ne ha provocato il soffocamento, e al momento dello spiaggiamento a causa della forte mareggiata di sabato l’animale era ormai deceduto da 3-4 giorni.

    Non è il primo caso di quest’anno: degli altri interventi di Cetacea dall’inizio di quest’anno (2 su esemplari morti e 1 su un esemplare vivo nella sacca di Goro, che si è concluso con il suo rilascio in mare aperto) è il secondo caso in cui la causa dimostrata della morte è il bycatch, cioè l’interazione con la pesca professionale.

    Il tursiope è l’unica specie di cetaceo regolarmente osservata nel mare Adriatico, nonché il più tragicamente “famoso” perché utilizzato negli spettacoli dei delfinari. In passato si pensava che i delfini tursiopi dell’Adriatico utilizzassero aree relativamente piccole e quindi si consideravano come “popolazioni locali” costiere, mentre con i rilievi aerei ci si è resi conto che si ha invece, un più ampio e complesso utilizzo dell’habitat adriatico.

    Alcuni campioni dei tessuti e del sangue saranno analizzati per i patogeni, virus e batteri, sempre dall’IZS: i risultati saranno poi inseriti nella banca dati della rete spiaggiamenti che è coordinata dall’ IZS di Torino e Università di Padova, mentre altri a Como al dipartimento di ecotossicologia dell’Università dell’Insubria, per le analisi sulla presenza di microplastiche e inquinanti.

  • Una rete che pesca solo i rifiuti per il progetto MARLESS.

    Una rete che pesca solo i rifiuti per il progetto MARLESS.

    Inizio attività di pulizia dei fondali di Fondazione Cetacea per il progetto Interreg Italia-Croazia MARLESS.

    Sabato 26 marzo dal porto di Cesenatico Fondazione Cetacea insieme ai motopescherecci Rimas e Michela testeranno per la prima volta una speciale rete a strascico che pesca solo rifiuti per il progetto europeo di cooperazione transnazionale Interreg Italia-Croazia MARLESS.

    I pescatori vengono ormai chiamati gli “spazzini del mare” poiché durante le loro uscite oltre al pescato riportano a terra chili e chili di rifiuti marini.

    Questi rifiuti sono definiti marine litter e sono tutti quei materiali solidi costruiti e utilizzati dall’uomo, poi dispersi in ambiente marino: é stato dimostrato che la presenza di questi materiali nell’ambiente può causare danni agli organismi e agli habitat marini e causare delle problematiche di tipo socio-economico.

    Grazie alla cooperazione tra partner italiani e croati il progetto MARLESS – MARine Litter cross-border awarenESS and innovation actions, cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, potrà non solo studiare la presenza di questi rifiuti in Adriatico e le diverse fonti d’immissione di tali inquinanti, ma anche mettere in atto iniziative finalizzate a ridurre gli impatti ecologici, sociali ed economici.

    Le azioni pilota del progetto prevedono attività di campionamento, di sensibilizzazione per un ampio ventaglio di persone e di sperimentazione di nuove metodologie atte a rimuovere e trattare i rifiuti marini.

    Queste azioni pilota includono l’utilizzo di seabin, droni, barriere fluviali e azioni di fishing for litter (pesca dei rifiuti) in collaborazione con i pescatori professionisti.

    Proprio al porto di Cesenatico si inaugureranno l’attività di pesca dei rifiuti, che poi proseguirà con il coinvolgimento della marina di Rimini, per un totale di 4 motopescherecci. Grazie alla disponibilità e collaborazione dei comandanti Massimo Rossi e Massimo Bottacchiari che usciranno insieme in giornate straordinarie all’attività di pesca autorizzate dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e dalla Capitaneria di Porto per ripulire una parte dell’Alto Adriatico si sperimenterà una rete a strascico, che eviterà la cattura dei pesci, trattenendo invece i rifiuti marini. I rifiuti recuperati verranno conferiti in un apposito bidone messo a disposizione dal Comune di Cesenatico, dopo essere stati smistati e catalogati dagli esperti di Fondazione Cetacea. Una volta catalogati, questi rifiuti verranno ritirati dall’Università di Bologna (sede di Ravenna), partner del progetto, e trattati tramite il processo di pirolisi per creare nuovi materiali.

  • Soccorso di un delfino nella Sacca di Goro.

    Soccorso di un delfino nella Sacca di Goro.

    Sabato 19 febbraio 2022 siamo stati allertati, in quanto unico Centro di Recupero Animali Selvatici Marini autorizzato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Corpo dei Vigili Giurati di Goro per un delfino entrato nella Sacca in un’area dove l’acqua è particolarmente bassa, circa 90 cm. Il nostro responsabile Sauro Pari si è recato sul posto e ha constatato la pericolosità della situazione in cui si trovata il cetaceo che era particolarmente debilitato. Il nostro responsabile ha deciso di contattare il CERT – Cetacean strandings Emergency Response Team dell’Università di Padova e contemporaneamente si sono recate sul posto due volontarie di ENPA Lagosanto – FE , Michela e Evelin. All’arrivo della dott.ssa Cinzia Centelleghe e del dott. Guido Pietroluongo si è deciso di provare a portare al largo l’animale che pareva disorientato. Grazie agli sforzi congiunti di enti e associazioni si è riusciti nell’impresa trasportando l’animale per un lungo tratto fino al mare aperto dove ha finalmente ritrovato la sicurezza e la libertà di movimento. Questo non sarebbe stato possibile senza la perizia delle persone che manovravano i natanti, cioè Massimo Evangelisti e Graziano Conti del Corpo Vigili Giurati

  • Delphinus delphi nel porto di Ancona.

    Delphinus delphi nel porto di Ancona.

    Domenica 19 dicembre Fondazione Cetacea è intervenuta, a seguito di una segnalazione della Capitaneria di Porto, al porto di Ancona per monitorare un delfino avvistato a nuotare solitario: giunti sul posto abbiamo potuto constatare non trattarsi di un Tursiups truncatus, la specie di delfino più presente nei nostri mari, bensì di un esemplare di Delphinus delphis, specie molto più rara  riconoscibile perché di dimensioni inferiori rispetto al “cugino” tursiope e grazie alla sua particolare colorazione, scuro sul dorso e bianco sul ventre con una fascia laterale giallastra. L’esemplare di circa un metro e mezzo di dimensioni nuotava compiendo delle brevi apnee, nelle acque della Mole Vanvitelliana, nei pressi del molo di Stamura. L’esemplare è stato monitorato fino al tramonto, tempo nel quale si sono raccolte informazioni per valutarne lo stato di salute attraverso il comportamento, in particolare il numero di immersioni al minuto e la sua massa adiposa. La speranza è che l’animale, che è parso intento a cacciare, abbandoni autonomamente le acque del porto e riprenda il mare aperto: se così non fosse verrà valutato come procedere, tenendo conto del carattere assai timido di questa specie di delfini.

    Il Delphinus delphis è anche detto Delfino comune: un tempo una delle specie più comuni nel Mediterraneo, ha subito un calo drastico della sua popolazione negli ultimi 30-40 anni e oggi è classificato EN (Endangered) dalla IUCN. Una delle cause principali del crollo della sua popolazione in Mediterraneo è che in passato venivano effettuate catture dirette nel Mar Adriatico, in campagne di sterminio finanziate dal Ministero Pesca. L’inquinamento da agenti chimici e il sovrasfruttamento delle risorse possono aver influito molto sulla rarefazione di questa specie in acque italiane, e attualmente sono presenti solo due popolazioni residenti: un gruppo molto piccolo di circa 50 individui all’Isola di Ischia e un gruppo più numeroso (<250 individui) nella zona di Lampedusa.

    Fondazione Cetacea Onlus gestisce un CRASM (Centro di Recupero Animali Selvatici Marini) attivo in alto Adriatico e nella sua storia dal 1988 a oggi è intervenuta su decine di casi di spiaggiamenti di cetacei vivi: tursiopi, stenelle, grampi, capodogli e delfini comuni.

     

  • Si è concluso il progetto Interreg Italy Croatia SOUNDSCAPE.

    Si è concluso il progetto Interreg Italy Croatia SOUNDSCAPE.

    Il progetto SOUNDSCAPE per 15 mesi ha registrato il rumore in Alto Adriatico.

    Si è concluso il 30 novembre 2021 il progetto Italia-Croazia “SOUNDSCAPE. Paesaggi sonori nel mare Adriatico settentrionale e il loro impatto sulle risorse biologiche marine”, cooperazione tecnica, scientifica e istituzionale transnazionale co-finanziata dalla Commissione Europea attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (European Regional Development Fund), che per la prima volta ha misurato l’inquinamento acustico sottomarino in alto Adriatico con il coinvolgimento di partner di altissimo livello: capofila l’Istituto di Oceanografia e Pesca di Spalato e come partner il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Blue World Institute di Lošinj, Arpa Friuli Venezia Giulia,  Fondazione Cetacea, la Regione Marche, il Ministero Croato dell’Economia e dello Sviluppo Sostenibile e l’Istituto per la Salute Pubblica di Rijeka. Iniziato a gennaio 2019 SOUNDSCAPE è primo progetto ad aver monitorato, registrato e misurato il rumore sottomarino in questa area del Mediterraneo per un periodo continuativo: 9 idrofoni situati da Ancona a Trieste , lungo le coste croate e in acque internazionali hanno registrato per 15 mesi, riportando una gran mole di dati che ora il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto delle Scienze Marine di Venezia sta traducendo in mappe per evidenziare quanto i punti di campionamento siano esposti al rumore antropico, in che quantità e con quale stagionalità. L’obiettivo del progetto è stato sì valutare la presenza e le sorgenti dei rumori antropici in alto Adriatico ma anche le loro conseguenze sull’ecosistema marino. Infatti i suoni e i rumori causati dalle attività dell’uomo in mare interferiscono con tutti quei suoni e rumori prodotti dagli organismi viventi acquatici, utilizzati come forma di comunicazione intraspecifica e interspecifica e indispensabili in altre funzioni vitali, quali la ricerca di cibo e la riproduzione, ostacolandole, mascherandole e alterando il comportamento delle specie. Inoltre possono causare a questi organismi la perdita della capacità uditiva e alterazioni fisiologiche. L’insieme di questi rumori produce una vera e propria “nuova” forma di inquinamento ancora poco studiata e conosciuta: l’inquinamento acustico sottomarino.

    Il coordinatore del progetto Istituto di Oceanografia e Pesca di Split in Dalmazia  lo scorso 27 ottobre ha ospitato presso il Golden Gate Cinema lo spettacolo prodotto dal partner di progetto e coordinatore della comunicazione Fondazione Cetacea utilizzando proprio i suoni registrati al largo di Rimini da uno dei 9 idrofoni del progetto (e gestito appunto da Cetacea con il prezioso supporto tecnico della Sub Gian Neri). La performance andata in scena a Split, dopo 4 repliche in 1 anno (Rimini, Ancona, Venezia e Udine, quest’ultima dove è diventata una vera e propria istallazione sonora all’interno del festival “Il Suono in Mostra”), è stata creata partendo da questo interrogativo: come comunicare l’impatto devastante dell’inquinamento sonoro di origine antropica in mare, tanto nocivo per le specie marine ma non percepibile dall’orecchio umano?  Diverse ore di registrazioni sono state messe a disposizione del collettivo artistico Ground-to-sea Sound Collective formato da Emiliano Battistini (sound-artist, elettronica) e Fabio Mina (flauto, effetti e synth), che attraverso elettronica e strumenti a fiato hanno creato una vera e propria performance immersiva con lo scopo di trascinare lo spettatore nelle profondità marine, dove le biofonie prodotte dalle specie marine si incontrano e si scontrano coi i rumori dei motori delle imbarcazioni che percorrono il Nord del Mare Adriatico: due tipologie di “onde sonore differenti”, protagoniste entrambe delle sfide ecologiche che investono oggigiorno il nostro mare.

    La performance comprende anche una suggestiva installazione visiva a cura di Mattia Fornaciari dello studio Noroof • Visual Communication, che attraverso le tracce prodotte dalle onde sonore dei musicisti e quelle campionate dagli idrofoni, ha permesso al pubblico di visualizzare in diretta come queste possano propagarsi e gli effetti che possono generare in elementi come l’acqua.

    Nelle settimane precedenti i risultati del progetto sono stati presentati a Zagabria e a Roma ai rispettivi ministeri coinvolti e i partner si sono incontrati in un evento finale “scientifico” a Rijeka.

    Un finale intenso per un progetto importante che volge al termine, ma con l’auspicio che le partnership e le metodologie sperimentate in questi anni possano continuare ed essere messe a punto, il monitoraggio proseguire e che dai risultati raggiunti possa partire l’adozione di politiche, leggi e strumenti volte alla mitigazione del problema dell’inquinamento acustico sottomarino.

    Ph. Elisabetta Zavoli.

    https://www.italy-croatia.eu/web/soundscape

    YouTube channel

    Facebook page