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  • Tutti a bordo con Fondazione Cetacea ONLUS: Sailing for blue life.

    Tutti a bordo con Fondazione Cetacea ONLUS: Sailing for blue life.

    La pandemia Covid-19 ha accelerato cambiamenti nell’approccio turistico verso un turismo di prossimità, più attento alle problematiche ambientali e sempre più desideroso di partecipare ad esperienze che cambiano la vita.

    Partendo da questo presupposto nell’estate 2021 dalle sinergie fra  Aganoor APS, “spazio navigante” nato per coniugare progetti incentrati sulla persona, sull’ambiente e sulla solidarietà con la navigazione d’altura, e Fondazione Cetacea ONLUS nasce Sailing for blue life, un progetto di citizen science che coinvolgerà attivamente i turisti nella conservazione ambientale. Sailing for blue life nasce unendo le competenze di associazioni con finalità diverse, ma con in comune l’attenzione e la cura per le persone e l’ambiente: AICS Sezione Ambiente Emilia Romagna, AICS Travel, Parole Diverse APS e infine Fondazione Cetacea, ONLUS con oltre trent’anni di esperienza nella conservazione di tartarughe e cetacei, educazione ambientale e ricerca.

    Da giugno a ottobre Sailing for blue life percorrerà una rotta nel Mediterraneo (lungo le coste dell’Adriatico italiano, sloveno e croato, dello Ionio e di Sicilia, Malta e Tunisia) toccando tappe importanti dal punto di vista ambientale: Centri di Recupero Tartarughe Marine, Aree Marine Protette, Riserve Naturali. In ogni tappa saranno organizzate attività di conservazione e ricerca, e importanti eventi in collaborazione con amministrazioni, associazioni e varie realtà locali, primo fra tutti il Sailing for blue life festival che si terrà a Rimini dal 3 all’8 giugno patrocinato dal Comune di Rimini, in corrispondenza della Giornata Mondiale degli Oceani, che includerà momenti di importante divulgazione scientifica dei progetti a bordo con attività ludico-ricreative per conoscere più da vicino il mare e i suoi abitanti. A queste attività offline si affiancheranno importanti eventi di disseminazione online, organizzate con il media partner Radar Magazine.

    Ma che cos’è la citizen science? Si tratta della raccolta di dati relativi al mondo naturale da parte dei cittadini che, coordinati da scienziati professionisti, contribuiscono attivamente alla ricerca scientifica (finalizzata in questo caso soprattutto alla conservazione degli habitat marini e della biodiversità).

    Le attività di citizen science a bordo saranno coordinate dalla resident biologist di Fondazione Cetacea Carlotta Santolini. Chiunque può partecipare prenotando la sua settimana a bordo al numero 3381287974. Sarà possibile anche svolgere il proprio tirocinio universitario e acquisire crediti formativi, previa convenzione fra Fondazione Cetacea e l’Università di appartenenza.

    Equipaggio, scienziati e turisti, a seconda delle tappe e delle tratte, lavoreranno insieme ai seguenti progetti:

    • LIFE Medturtles: azioni collettive per migliorare lo stato di conservazione della tartaruga marina in Mediterraneo;
    • Visite ai centri di recupero delle tartarughe, formazioni volontari e monitoraggio dei nidi, della rete adriatico ionica Adrionet CRTM, Sicilia, Malta, Slovenia e Croazia;
    • Interreg Soundscape: raccolta dati sull’inquinamento acustico subacqueo con idrofono;
    • Interreg Marless: recupero e classificazione dei rifiuti in spiaggia e sott’acqua;
    • Interreg Med MPA-engage – Università Politecnica delle Marche (Prof. Carlo Cerrano): LEK interviste a pescatori professionisti sul cambiamento delle popolazioni ittiche dovuto al cambiamento climatico;
    • Reef Check Mediterranean: censimento visivo specie indicatrici dello stato di salute degli habitat di fondo duro del Mediterraneo (Monitoraggio Ambiente Costiero, MAC sommerso). Censimento organismi spiaggiati e rifiuti (MAC emerso).
    • Progetto DIVID – Università di Pisa (Prof. Paolo Luschi): applicazione e recupero di strumenti con sensori di profondità e videocamere miniaturizzate per raccolta dati su tartarughe marine rilasciate dopo riabilitazione
    • CIRCLES – Università di Bologna (Prof. Marco Candela): studio dell’impatto dell’attività antropica sui microbioti marini;
    • MeDforMed – Progetto dell’Università di Milano Bicocca (Prof.ssa Elena Valsecchi): campionamento del DNA ambientale marino per lo studio ed il monitoraggio della biodiversità nel Mediterraneo.

    Ai progetti scientifici si affiancheranno a bordo altri progetti di carattere sociale come la vela solidale.

    Significativa la partecipazione a Sailing for blue life di due organizzazioni leader del mondo subacqueo: PADI (Professional Association of Diving Instructors) e DAN (Divers Alert Network) Europe. Verranno proposti percorsi di formazione sui progetti Reef Check Italia e MPA-engage, con il conseguimento della certificazione della specialità Research Diver a condizioni preferenziali.

    Un programma fitto di eventi, che non si fermerà con la fine dell’estate 2021 ma che vuole diventare un appuntamento fisso nei prossimi anni. Vi aspettiamo tutti e tutte a bordo di Sailing for blue life!

    Per informazioni su come partecipare scrivere a info@sailingforbluelife.org o chiamare il 338 128 7974.

     

    Facebook: @sailingforbluelife

    Instagram: sailingforbluelife

  • Cinque i recuperi di tartarughe marine a seguito delle mareggiate degli ultimi giorni.

    Cinque i recuperi di tartarughe marine a seguito delle mareggiate degli ultimi giorni.

    Nei giorni scorsi lo avevamo preannunciato: a causa dell’abbassamento delle temperature e delle mareggiate che hanno colpito le coste emiliano romagnole e marchigiane sono stati numerosi i recuperi di tartarughe marine in difficoltà. Essendo le tartarughe marine vulnerabili all’abbassamento della temperatura, a seguito del quale sviluppano una sindrome chiamata cold stunning, che ne può causarne la morte se non si interviene immediatamente, sono 5 gli esemplari per i quali siamo stati contattati da domenica ad oggi, e per i quali abbiamo proceduto con il recupero e l’ospedalizzazione presso un Centro di Recupero Cura e Riabilitazione di Riccione.

    Fondazione Cetacea Onlus, che ha la deroga ministeriale alla manipolazione, recupero e cura delle tartarughe marine lungo tutte le coste di Emilia Romagna e Marche, negli ultimi giorni aveva fatto un appello tramite mezzo stampa avvisando quanti, per ragioni sportive o di attività motoria si trovassero in spiaggia, a controllare la presenza di eventuali esemplari di tartaruga marina in difficoltà.

    Al contempo avevamo organizzato un’attività di pattugliamento da parte dei nostri volontari che negli ultimi giorni hanno battuto con solerzia i bagnasciuga di diversi comuni della costa. Michela, la piccolissima tartaruga recuperata in mattinata a Fano, località Fosso Sejore, è stata proprio individuata da un volontario in pattugliamento: questo ci ha permesso di intervenire in tempo e di portarla ancora in vita al CRTM. Altri 3 sono i recuperi, sempre nelle Marche, in collaborazione con la Guardia Costiera: due a Senigallia e una a Marzocca. Infine, la prima era stata recuperata domenica a Rimini, località Rivabella. Restiamo in allerta per le prossime ore.

    Un ringraziamento speciale va ai volontari che hanno pattugliato le spiagge in questi giorni (e che continueranno a farlo), e che hanno fatto “la staffetta” per far arrivare rapidamente gli esemplari al nostro Centro.

    L’emergenza non è passata!

  • “Una rete salva pesca”: al via il nostro progetto FEAMP sulla pesca dei rifiuti.

    “Una rete salva pesca”: al via il nostro progetto FEAMP sulla pesca dei rifiuti.

    Fondazione Cetacea, in collaborazione con Cooperativa Lavoratori del Mare (Rimini) e Cooperativa Casa del Pescatore (Cesenatico), presenta il progetto “Una rete salva pesca”.
    Il progetto, finanziato nell’ambito Piano di azione FLAG Costa Emilia Romagna – PO FEAMP 2014 2020 Priorità 4 Mis. 4.63 – Az. 1.C.A) “Qualificazione delle produzioni e dei luoghi dove si svolge l’attività dell’operatore ittico” Intervento C – Interventi del pescatore finalizzati a migliorare la raccolta dei rifiuti in mare e prodotti dall’attività ittica, compresa la raccolta da parte dei pescatori dei rifiuti dal mare”, ha come obiettivo quello di aumentare la qualità del pescato riducendo i tempi di lavorazione sull’imbarcazione. Contemporaneamente consentirà un’ efficace raccolta dei rifiuti migliorando quindi le condizioni dei fondali e degli ecosistemi su cui la pesca viene praticata.
    Insieme a 3 imbarcazioni, Levriero II, Massimo T. e RIMAS, verrà sperimentato un modello di rete da pesca a strascico che separa in origine i rifiuti dal pescato, ottenendo un pescato più pulito e di qualità.
    Il progetto prevede infine l’organizzazione di un evento finale di divulgazione e sensibilizzazione rivolto a cittadini, operatori e tecnici del settore, amministratori locali e nazionali e associazioni ambientaliste sulla problematica dei rifiuti in mare, sulle possibili azioni da intraprendere e sui risultati preliminari della sperimentazione oggetto del progetto.

     

    Bando  Bando Azione 1.C.a) “Qualificazione delle produzioni e dei luoghi dove si svolge l’attività dell’operatore ittico. Intervento C – Interventi del pescatore finalizzati a migliorare la raccolta dei rifiuti del mare e prodotti dall’attività ittica, compresa la raccolta da parte dei pescatori dei rifiuti dal mare”- 
    Obiettivo del PdA OBIETTIVO DEL PIANO DI AZIONE n. 1

    Qualificare tutte le fasi della filiera ittica per aumentare la competitività e migliorare la qualità e sostenibilità delle produzioni ittiche.

    Titolo del progetto Una rete salva pesca
    Descrizione del progetto Sperimentazione di un modello di rete da pesca a strascico che separa in origine i rifiuti dal pescato stesso, con l’obiettivo di un’efficace raccolta dei rifiuti e di ridurre i tempi di lavoro in mare, ottenendo un pescato più pulito e di qualità.
    Importo del progetto 49.920,00 Euro
    Contributo concedibile 39.936,00 Euro
    Spese ammissibili Acquisto reti sperimentali; sperimentazione in mare del modello rete sperimentale; spese personale dipendente per gestione, coordinamento, elaborazione dei risultati e realizzazione evento finale di divulgazione; spese tecniche di progettazione
    Sostegno 80%
    Tempistica Data di concessione 7 agosto 2020

    Data presunta termine lavori 30 giugno 2021

    Risultati attesi L’obiettivo del progetto è quello di ottenere un pescato già “lavorato”, aumentandone la qualità e riducendo i tempi di lavoro sull’imbarcazione. Nel contempo consentirà una efficace raccolta di rifiuti migliorando quindi le condizioni dei fondali e degli ecosistemi su cui la pesca viene praticata.
    Responsabile del progetto Sauro Pari

  • Questo Natale regala solidale!

    Questo Natale regala solidale!

    Natale è vicino e vi proponiamo alcune idee regalo, attraverso il cui acquisto potete sostenerci.

    ADOZIONI A DISTANZA:
    ci sono tre diverse modalità.
    30 € – Riceverai l’attestato e la foto della tartaruga scelta.
    50€ – Riceverai l’attestato, la foto e la t-shirt.
    80 € – Riceverai l’attestato, la foto, la t-shirt, il portachiavi e il peluche.

    Le adozioni si possono fare comodamente dalla pagina
    CALENDARIO 2021:
    a brevissimo sarà pronto il calendario 2021, con tante bellissime foto scattate dai fotografi che ci hanno accompagnato nel 2020 e le storie del nostro impegno a tutela del mare Adriatico e delle tartarughe che lo abitano.
    15 € – Riceverai un calendario 2021.
    Per info e prenotare il tuo calendario contattaci
    0541691557
    Sognate già il mare e la prossima estate? Con LAZYCRAB https://www.lazycrab.it/it/ potete continuare a farlo, acquistando uno splendido costume da bagno: il 10% del ricavato andrà alla cura delle nostre tartarughe!
    Avete voglia di birra? Gli amici di NOIZ BEER https://www.noizbeer.com/  con l’acquisto sul loro shop online utilizzando il codice BQQFMME il 10% sarà devoluto a noi e riceverete a casa un gadget speciale!
    Ami tanto il mare da volerlo imprimere sulla pelle? Serena Compagnone http://www.bottegatattoo.it/ oltre ad essere una nostra volontaria è anche una bravissima tatuatrice, e ad ogni tatuaggio a tema marino sta adottando una delle nostre tartarughe.
    …e da noi in sede potete trovare peluche, calamite, t-shirt, braccialetti e altri pensieri per i vostri regali di Natale! Contattaci per sapere di più!
  • Riportate in mare due tartarughe marine, ma i recuperi continuano.

    Riportate in mare due tartarughe marine, ma i recuperi continuano.

    La mattina del 26 novembre 2020 abbiamo riportato in mare due pazienti “difficili”. La prima è Giuseppe, giovane Caretta caretta recuperata lo scorso 20 agosto 2020 da ENPA Lagosanto che insieme a Fondazione Cetacea, Aics (Associazione italiana cultura e sport), Circolo velico Volano, Corpo dei vigili giurati di Goro, e Polizia Provinciale di Ferrara formano il coordinamento di enti e associazioni Delta Rescue, che opera per la salvaguardia delle tartarughe marine a Ferrara, intervenendo sui tanti spiaggiamenti di morte e di vive in questo territorio. Giuseppe all’arrivo aveva il cranio sfondato probabilmente dall’impatto con un natante. La tartaruga era stata visitata dalla nostra veterinaria responsabile del Centro di Primo Soccorso di Goro (sito nella sede di ARPAE) Giulia Bondesan e poi ricoverata a Riccione dove a seguito delle cure a cui è stata sottoposta si è ristabilita completamente.

    La seconda, sarà una grande sorpresa per tutti, è Alessandra, una delle “mascotte” del Centro e adottata da decine di “genitori a distanza”: la tartaruga ricoverata per oltre due anni al nostro Centro (era arrivata anche lei dal ferrarese l’11 agosto del 2018, recuperata sempre dai volontari in loco) con un grave sfondamento del cranio, del carapace e con un amo nell’esofago, dopo cure specialistiche molto avanzate e tanta, tantissima, fisioterapia era stata rilasciata il 22 settembre scorso in mare a Pesaro dopo un breve ma risolutivo periodo nella caletta per la riabilitazione allestita nella città marchigiana, quando i veterinari che la seguono da oltre 2 anno hanno deciso che era pronta per tornare libera e autonoma. Alessandra si era allontanata con lentezza ma decisione e speravamo di non vederla più fino a che l’8 di ottobre siamo stati contattati dalla Capitaneria di Porto di Ancona: Alessandra era stata recuperata in porto da alcuni nostri sostenitori, onde evitare impatti con i navigli..

    Facciamo una premessa: Alessandra resta una tartaruga con un handicap, ma le sue gravi ferite si sono rimarginate e grazie al duro lavoro di tanti non è più l’animale catatonico giunto oltre 2 anni fa, che veniva nutrita tramite sonda e passava tutto il tempo a galleggiare con la sua classica postura “col sedere all’insù”. Ora Alessandra è un animale reattivo e in acqua ha dimostrato di poter cacciare e cavarsela da sola. Inoltre i nostri veterinari che l’hanno visitata dopo il suo ritorno al Centro hanno potuto constatare ulteriori miglioramenti in mare: da qui la decisione di rilasciarla di nuovo, per non rischiare che un altro inverno in vasca rischiasse di compromettere gli sviluppi che ha fatto. Vista la delicatezza della situazione abbiamo deciso di non divulgare informazioni prima di aver deciso come procedere, e oggi siamo felici di potervi dire che Alessandra nuota di nuovo placidamente nelle acque al largo di Rimini, e che speriamo non abbia mai più bisogno di noi.

    Le due tartarughe sono state portate a oltre sette miglia dalla costa nei pressi delle piattaforme, dove troveranno tanto pesce di cui nutrirsi.

    Ma i due “posti” lasciati liberi da Giuseppe e Alessandra, purtroppo, sono già stati occupati da altrettante tartarughe, recuperate stamattina al porto di Cesenatico dopo una cattura accidentale nelle reti di due pescherecci, il RIMAS e il RICCI, che ci hanno immediatamente contattato per valutare le loro condizioni di salute e che ringraziamo per la collaborazione. Un’ulteriore dimostrazione che una buona comunicazione con i pescatori professionali è di vitale importanza per l’intervento tempestivo sugli animali in difficoltà.

    Un grazie anche ad ENI che ci ha permesso di rilasciare le nostre beniamine nell’area a ridosso delle piattaforme, cosa che potrà garantire una certa sicurezza agli animali e cibo in abbondanza.

    Infine un GRAZIE particolare a Carlotta Santolini ed al Club Nautico di Rimini che ci hanno messo a disposizione gratuitamente un mezzo nautico di tutto rispetto per raggiungere agevolmente le piattaforme in totale sicurezza.

    
    Ph. Alessandro Mazza
  • Chiusura della stagione estiva.

    Chiusura della stagione estiva.

    Abbiamo chiuso la stagione delle visite, ma apriremo alcuni giorni per soddisfare le richieste, quindi chiamateci per informazioni al 0541691557.

  • Nasce ADRIONET: la rete dei Centri di Recupero Tartarughe Marine!

    Nasce ADRIONET: la rete dei Centri di Recupero Tartarughe Marine!

    UN GRANDE PASSO AVANTI NELLA TUTELA DELLE TARTARUGHE MARINE IN ADRIATICO E IONIO: è NATA LA RETE ADRIATICO-IONICA!

    Si è costituita la Rete Adriatica e Ionica dei CRTM (Centri di Recupero Tartarughe Marine) con la finalità di migliorare le attività di difesa di questi rettili marini fortemente minacciati dall’attività antropica in mare, sulle coste e dalla degradazione del loro habitat.

    Il mar Adriatico è una zona di estrema importanza per le popolazioni mediterranee di tartarughe marine: circa 70.000 è il numero di esemplari stimati. Per questo è necessario coordinare le azioni di conservazione lungo tutta la costa e lungo quelle del vicino Ionio.

    Soci fondatori di questa neonata rete denominata Adrionet CRTM sono Fondazione Cetacea ONLUS, Centro Studi Cetacei ONLUS , Museo di Storia Naturale del Salento, Oasi WWF Policoro, Area Marina Protetta di Torre Guaceto. WWF Molfetta.

    Sostenitori della rete: Luciano Di Tizio della Societas Herpetologica Italica, Alessandro Lucchetti del CNR-IRBIM di Ancona, Antonio Di Bello dell’Università di Bari, Nicola Ferri dell’IZSAM, Paolo Casale dell’Università di Pisa, Marianna Marangi dell’Università di Foggia.

    Le finalità sono quelle di uniformare i protocolli di gestione veterinaria delle tartarughe marine ricoverate nei Centri di Recupero e migliorare così la capacità di cura di questi animali. Questa rete è la prima in Italia e permetterà ai Centri di avere una migliore capacità di dialogo con gli Enti Pubblici e Ministeriali.

    Nella foto, scattata lo scorso 14 dicembre 2019 al 13° Convegno Nazionale di Centro Studi Cetacei organizzato a Città Sant’Angelo, partendo da sinistra verso destra: Sauro Pari (Fondazione Cetacea ONLUS), dott. Sergio Guccione (Centro Studi Cetacei ONLUS), dott. Alessandro Lucchetti (CNR-IRBIM), dott. Luciano Di Tizio (Societas Herpetofauna Italica), dott. Vicenzo Olivieri (Centro Studi Cetacei), dott.ssa Simona Soloperto (CRTM Torre Guaceto), dott. Antonio di Bello (UNIBA), dott. Piero Carlino (Museo di Storia Naturale del Salento-CRTM Calimera).

  • Il mare in mostra alla Fondazione Cetacea: MareArte, un progetto di “arte postale”.

    Il mare in mostra alla Fondazione Cetacea: MareArte, un progetto di “arte postale”.

    Fino alla fine di agosto la nostra sede di Riccione (viale Torino 7/A) ospiterà la mostra itinerante “MareArte”. Il progetto è dell’artista milanese Diego Racconi: piccole opere d’arte in formato cartolina spedite da artisti di tutti i quattro angoli del mondo, che narrano il rapporto fra l’Uomo e il Mare e che al termine del lockdown hanno viaggiato attraverso i continenti per arrivare nella buchetta postale del nostro Centro di Recupero delle Tartarughe Marine.

    Ora il progetto si amplia: adulti e bambini, artisti e principianti sono invitati a produrre opere pittoriche in formato cartolina sul tema del mare e della sua salvaguardia. Sono circa un centinaio le opere esposte ma col passare dei giorni il numero aumenta. Gli elaborati arrivano dall’Italia ma anche da altre parti del mondo. A raccogliere i contributi oltre all’artista e alla Fondazione Cetacea anche alcuni musei. L’obiettivo di questa esposizione collettiva itinerante è di coinvolgere e sensibilizzare le nuove generazioni (e non solo) al rispetto e alla tutela dell’ecosistema marino: preservazione dell’ambiente, degli habitat e del paesaggio, lotta al cambiamento climatico e dell’inquinamento da plastiche, salvaguardia delle specie marine protette). Le piccole opere donate entreranno a far parte dell’archivio storico, dell’esposizione itinerante e del catalogo realizzato in occasione di ogni singola esposizione (non saranno quindi restituite). Il progetto è inoltre associato a una azione di supporto e promozione per iniziative di associazioni ambientaliste esterne che si occupano di tutela del mondo marino. Info. diego.racconi@libero,it. Per visitare la mostra contattare Fondazione Cetacea: 0541.691557.

    www.marearte.jimdofree.com

  • Aperture del Centro di Recupero Tartarughe di Riccione.

    Aperture del Centro di Recupero Tartarughe di Riccione.

    Quest’anno il nostro Centro di Recupero di Riccione è aperto solo su prenotazione ed esclusivamente per visite guidate.

    Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 3714586027.

  • Evaluation of microplastic content in faecal sample from hospitalized loggerhead sea turtles […]

    Evaluation of microplastic content in faecal sample from hospitalized loggerhead sea turtles […]

    Evaluation of microplastic content in faecal sample from hospitalized loggerhead sea turtles (Caretta caretta) of the North Adriatic Sea.

     

    Tesi di Laurea Magistrale in Biologia Marina della Dott.ssa Chiara Roncari – Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

     

    In breve: lo scopo dello studio è stato quello di valutare il contenuto di microplastiche nei campioni fecali di 45 fra le tartarughe marine Caretta caretta ricoverate presso il centro di recupero fra il 2016 e il 2019 , cercando così di fornire nuove informazioni utili per la ricerca in questo campo e di offrire un contributo nella gestione del animali durante le fasi di degenza.

     

    Abstract: Le microplastiche sono definite come particelle con un diametro inferiore ai 5 mm. Vengono fabbricate direttamente di queste ridotte dimensioni per essere utilizzate nell’industria tessile e nei cosmetici, ma possono anche derivare dalla frammentazione di materiali plastici di maggiori dimensioni, a seguito di processi erosivi ed abrasivi.
    L’inquinamento da microplastiche nell’ambiente marino è legato principalmente alla loro elevata resistenza, alla distribuzione ubiquitaria e alla piccola taglia, caratteristiche che le rendono biodisponibili per un ampio range di organismi. L’incidenza di ingestione e i relativi effetti sono stati studiati in diversi invertebrati e vertebrati di piccola taglia, ma sono ancora scarse le informazioni riguardanti le conseguenze che potrebbero avere nei grandi vertebrati marini come le tartarughe marine.
    Comunque, grazie ad alcune ricerche svolte negli ultimi anni, sappiamo che gli individui nelle prime fasi di vita risentono maggiormente degli effetti meccanici derivanti dall’ingestione di questi materiali, con danni di diversa entità a livello dell’apparato digerente. Inoltre, durante le fasi di degradazione, le materie plastiche possono rilasciare delle sostanze assorbite dall’ambiente o utilizzate come additivi nelle fasi di lavorazione. Queste sono in grado di agire negativamente con la fisiologia degli organismi e potrebbero causare effetti chimici in individui di tutte le età.
    In questo studio abbiamo cercato di sviluppare un protocollo che permetta di valutare il contenuto di microplastiche nel materiale fecale di tartarughe in fase di riabilitazione. Questo potrebbe permetterci di correlare la presenza di particelle con i valori di inquinanti ad essi associate tramite analisi tossicologiche, valutando così, anche le loro variazioni durante il periodo di degenza. La possibilità di applicare questo protocollo nei laboratori dei centri di recupero presenti in diversi areali e che lavorano con diverse specie di tartarughe marine, potrebbe portare ad un avanzamento in questo campo di ricerca.
    Nel nostro caso sono stati analizzati i campioni fecali di 45 individui appartenenti alla specie Caretta caretta, recuperate lungo le sponde italiane del Nord Adriatico e ricoverate nel centro di recupero di Riccione. Questo tipo di analisi ci ha permesso di quantificare e classificare le microplastiche espulse oltre a valutarne i tassi di espulsione durante la degenza.
    I risultati saranno elaborati assieme a quelli ottenuti dalle analisi del microbioma, effettuate sugli stessi campioni dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie (FaBiT) dell’Università di Bologna.