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Fondazione Cetacea Riccione e Ospedale delle Tartarughe > Blog  > Evaluation of microplastic content in faecal sample from hospitalized loggerhead sea turtles […]

Evaluation of microplastic content in faecal sample from hospitalized loggerhead sea turtles […]

Evaluation of microplastic content in faecal sample from hospitalized loggerhead sea turtles (Caretta caretta) of the North Adriatic Sea.

 

Tesi di Laurea Magistrale in Biologia Marina della Dott.ssa Chiara Roncari – Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

 

In breve: lo scopo dello studio è stato quello di valutare il contenuto di microplastiche nei campioni fecali di 45 fra le tartarughe marine Caretta caretta ricoverate presso il centro di recupero fra il 2016 e il 2019 , cercando così di fornire nuove informazioni utili per la ricerca in questo campo e di offrire un contributo nella gestione del animali durante le fasi di degenza.

 

Abstract: Le microplastiche sono definite come particelle con un diametro inferiore ai 5 mm. Vengono fabbricate direttamente di queste ridotte dimensioni per essere utilizzate nell’industria tessile e nei cosmetici, ma possono anche derivare dalla frammentazione di materiali plastici di maggiori dimensioni, a seguito di processi erosivi ed abrasivi.
L’inquinamento da microplastiche nell’ambiente marino è legato principalmente alla loro elevata resistenza, alla distribuzione ubiquitaria e alla piccola taglia, caratteristiche che le rendono biodisponibili per un ampio range di organismi. L’incidenza di ingestione e i relativi effetti sono stati studiati in diversi invertebrati e vertebrati di piccola taglia, ma sono ancora scarse le informazioni riguardanti le conseguenze che potrebbero avere nei grandi vertebrati marini come le tartarughe marine.
Comunque, grazie ad alcune ricerche svolte negli ultimi anni, sappiamo che gli individui nelle prime fasi di vita risentono maggiormente degli effetti meccanici derivanti dall’ingestione di questi materiali, con danni di diversa entità a livello dell’apparato digerente. Inoltre, durante le fasi di degradazione, le materie plastiche possono rilasciare delle sostanze assorbite dall’ambiente o utilizzate come additivi nelle fasi di lavorazione. Queste sono in grado di agire negativamente con la fisiologia degli organismi e potrebbero causare effetti chimici in individui di tutte le età.
In questo studio abbiamo cercato di sviluppare un protocollo che permetta di valutare il contenuto di microplastiche nel materiale fecale di tartarughe in fase di riabilitazione. Questo potrebbe permetterci di correlare la presenza di particelle con i valori di inquinanti ad essi associate tramite analisi tossicologiche, valutando così, anche le loro variazioni durante il periodo di degenza. La possibilità di applicare questo protocollo nei laboratori dei centri di recupero presenti in diversi areali e che lavorano con diverse specie di tartarughe marine, potrebbe portare ad un avanzamento in questo campo di ricerca.
Nel nostro caso sono stati analizzati i campioni fecali di 45 individui appartenenti alla specie Caretta caretta, recuperate lungo le sponde italiane del Nord Adriatico e ricoverate nel centro di recupero di Riccione. Questo tipo di analisi ci ha permesso di quantificare e classificare le microplastiche espulse oltre a valutarne i tassi di espulsione durante la degenza.
I risultati saranno elaborati assieme a quelli ottenuti dalle analisi del microbioma, effettuate sugli stessi campioni dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie (FaBiT) dell’Università di Bologna.

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